Sono trascorsi quasi tre anni da quando la Cattedrale di Notre-Dame è rimasta vittima di un devastante incendio che ne danneggiò in particolar modo il tetto e la guglia. Da quel fatidico 15 aprile del 2019 l’edificio parigino è stato al centro di iniziative e progetti concepiti per riportare l’intera struttura al suo famoso splendore. Attualmente, i complessi lavori di restauro – la cui conclusione è prevista entro la primavera del 2024 – sono ancora in corso ma, nel frattempo, è stata da poco inaugurata una rassegna che consente a chiunque di immergersi in tutta la storia della celebre chiesa. Come? Grazie alla Realtà Virtuale.

IL PROGETTO ÉTERNELLE NOTRE-DAME

Allestito all’interno dell’Espace Grande Arche a la Défense, il progetto Eternelle Notre-Dame offre ai visitatori la possibilità di intraprendere un viaggio unico all’interno della storia centenaria della cattedrale: un’esperienza immersiva che parte dalla costruzione dell’edificio, in epoca medievale, per raggiungere i giorni nostri. Attraverso l’utilizzo di appositi dispositivi per la Realtà Virtuale, il fruitore viene così spronato a compiere sorprendenti esplorazioni finalizzate alla scoperta di segreti e personaggi che hanno segnato la storia di Notre-Dame. Totalmente ricreato in digitale, l’imponente monumento ritorna così magicamente in vita.

LO SPAZIO DEDICATO AL CANTIERE DELLA CATTEDRALE

Parallelamente al tour virtuale, la rassegna invita lo spettatore anche ad accedere
gratuitamente all’interno di uno spazio di 500 metri quadrati progettato per offrire un tuffo
nel cantiere dedicato alle operazioni di ripristino della cattedrale. Ad accompagnare il
pubblico in questa gita inedita sono un coinvolgente cortometraggio e una selezione di
fotografie scattate durante le molteplici fasi di restauro.
Prevista fino al prossimo 21 dicembre, la mostra abbandonerà l’Espace Grande Arche a la
Défense per intraprendere poi un tour che toccherà dapprima alcuni luoghi emblematici di
Parigi (come lo storico palazzo della Conciergerie o il piazzale di Notre-Dame) per poi
raggiungere altre città europee ancora in via di definizione.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.