Dal 2 novembre nelle sale italiane con Wanted Cinema arriva La pittrice e il ladro, documentario Premio speciale della giuria al Sundance Film Festival 2020.

L’AMICIZIA NATA DAL DOCUMENTARIO

È la storia di un legame improbabile, imprevisto e insospettabile che fa riflettere sull’industria dell’arte, sin troppo elitaria, e la classe popolare. Il regista è il norvegese Benjamin Ree, da sempre affascinato dai ladri di opere d’arte. Il suo lavoro parte da semplici interrogativi quali “Chi sono questi delinquenti? Come scelgono i quadri? Lo fanno per soldi, o amore genuino per l’arte?”. Dopo una sua iniziale ricerca avvenuta anche su internet, la svolta. “Nel 2015 mi sono imbattuto nella storia di un furto d’arte alla Galleria Nobel a Oslo. Erano stati rubati due dipinti di un’artista poco nota e i due ladri erano stati catturati e condannati a 75 giorni di prigione, ma solo uno di loro si era presentato in tribunale”, racconta il regista. “Perché avevano scelto di rubare quei quadri? E soprattutto, perché l’artista aveva chiesto a uno dei ladri di posare per lei? Ho contattato pertanto Barbora (l’artista) per saperne di più. Quando ho cominciato a girare il documentario, non sapevo che i due sarebbero diventati grandi amici. A dire il vero, non sapevo neanche come sarebbe andata a finire la storia. Mi sono affidato alla curiosità e al fato… per me il modo migliore di iniziare un progetto. E alla fine il film non parlava di un furto d’arte, come si potrebbe pensare, ma di una complessa e insolita amicizia”.

LA TRAMA DEL FILM “LA PITTRICE E IL LADRO”

La trama ufficiale del film: alla disperata ricerca di risposte per il furto di due suoi dipinti, l’artista Barbora, rintraccia Karl, uno dei criminali che glieli ha sottratti e inizia con lui un rapporto di conoscenza progressivamente più profondo che porterà i protagonisti ad un vero e proprio legame di amicizia. Dopo aver invitato il ladro a posare per un ritratto, i due tessono infatti un legame improbabile e indistricabile. Barbora diventa persino il maggior supporto di Karl quando l’uomo rimane ferito in un incidente d’auto e necessita di cure a tempo pieno; questo, nonostante i suoi dipinti non siano ancora stati rinvenuti. Un giorno però, le carte in tavola cambiano, grazie al contributo di un personaggio inaspettato.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.