Missing Masterpieces, Samsung lancia una mostra virtuale per ritrovare 12 capolavori scomparsi

La mostra, visibile online e sui televisori Samsung The Frame, raccoglie una selezione di opere d’arte trafugate di cui si sono perse le tracce. Scopo dell’iniziativa è coinvolgere il pubblico del web nella ricerca dei capolavori

Paul Cézanne, Vista di Auvers-sur-Oise
Paul Cézanne, Vista di Auvers-sur-Oise

È possibile organizzare una mostra con capolavori della storia dell’arte scomparsi? La risposta è sì, se a essere utilizzati sono le tecnologie digitali e anche i televisori: a lanciare l’idea è la multinazionale Samsung, che lo scorso 12 novembre ha inaugurato Missing Masterpieces, esposizione virtuale che comprende 12 dipinti realizzati, tra tutti, da Vincent van Gogh, Paul Cézanne e Claude Monet, e accomunati dal fatto di essere andati perduti. La mostra è fruibile sul sito web della Samsung e sulla TV The Frame, che tra le varie opzioni comprende anche Art Mode, modalità che permette di visualizzare, quando il televisore è spento, una serie di immagini di opere d’arte. L’iniziativa non ha il solo scopo di fare conoscere capolavori oramai non più visibili nei musei, ma anche quello di ritrovarli, attraverso il coinvolgimento del pubblico della rete.

L’INIZIATIVA MISSING MASTERPIECES” PROMOSSA DA SAMSUNG

La mostra è stata curata in collaborazione con Noah Charney, esperto di crimini d’arte e fondatore della Association for Research into Crimes Against Art (ARCA), che ha selezionato per Missing Masterpieces 12 capolavori trafugati e attualmente cercati dalle forze dell’ordine internazionali: Giardino della canonica a Nuenen in primavera o Giardino di primavera, Ritratto del dottor Gachet e Il pittore sulla strada per Tarascona di Vincent van Gogh, Anatra bianca di Jean Baptiste Oudry, Vista di Auvers-sur-Oise di Paul Cézanne, Giudizio Universale di William Blake, Estate di David Teniers il Giovane, Il ponte di Charing Cross e Il ponte di Waterloo di Claude Monet, Paesaggio di József Lampérth Nemes, Scena mitologica con un giovane Bacco di Jacob Jordaens e Chloe & Emma di Barbora Kyslikova. “Prima di iniziare a lavorare su un puzzle, vuoi raccogliere tutti i pezzi, giusto? Lo stesso avviene per un crimine o una scomparsa misteriosa”, spiega Noah Charney. “Dai resoconti contraddittori dei media alle speculazioni nei feed di Reddit, gli indizi sono là fuori, ma la mole delle informazioni può essere scoraggiante. È qui che la tecnologia e i social media possono rappresentare un vero aiuto, permettendo alle persone comuni di partecipare alla ricerca. Non sarebbe la prima volta che una soffiata ingenuamente pubblicata online si rivela la chiave per risolvere un caso”.

Vincent van Gogh, Ritratto del dottor Gachet
Vincent van Gogh, Ritratto del dottor Gachet

RITROVARE I “MISSING MASTERPIECES”: COME PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA 

Obiettivo dell’iniziativa è infatti quello di interpellare e coinvolgere il pubblico della rete nella ricerca delle opere scomparse, creando una sorta di passaparola che consenta di costruire indizi e prove che possano aiutare il ritrovamento delle opere trafugate. “Samsung invita gli amanti dell’arte e gli aspiranti detective a condividere qualsiasi suggerimento, teoria o indizio su Instagram, taggando @samsungitalia e usando l’hashtag #MissingMasterpieces per aiutare a raccogliere tutte le possibili prove”, si legge sul sito della Samsung. A questo link è possibile vedere la mostra Missing Masterpieces. 

– Desirée Maida 

www.samsung.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.