Dialoghi di architettura. Intervista a Simone Sfriso di TAMassociati

0
687

Un giovane progettista? “Non dovrebbe avere paura di fallire o di commettere errori”. Parola di Simone Sfriso, architetto e co-fondatore, con Raul Pantaleo e Massimo Lepore, dello studio TAMassociati, nato nel 1996 a Venezia. L’intervista a cura di Itinerant Office.

Attualmente presente anche a Bologna, Trieste e Parigi, nel corso degli anni lo studio TAMassociati si è distinto nel panorama nazionale per il peculiare ambito professionale in cui opera e per la qualità degli interventi realizzati. “Abbiamo cercato di far coincidere la nostra professione di architetti con le nostre personali aspirazioni etiche. Per questo abbiamo deciso di collaborare con associazioni pro-bono, organizzazioni di volontariato e negli ultimi anni con fondazioni e ONG in progetti di cooperazione nel Sud del mondo”, racconta Sfriso intervistato da Itinerant Office in occasione del progetto Past, Present, Future: about being an architect yesterday, today, and beyond. “Penso che un architetto non possa scegliere il proprio cliente, perché è il cliente a scegliere l’architetto. Quello che può fare un architetto è decidere l’area in cui vuole lavorare. Siamo partiti dalla semplice idea di essere una sorta di agenzia creativa, che avrebbe fornito servizi a tutta la galassia di associazioni e organizzazioni di volontariato che il più delle volte non dispongono di grandi budget. Abbiamo deciso di fare questo e abbiamo avuto grandi opportuntità. Siamo cresciuti come architetti, ma penso anche come persone”, aggiunge il progettista.

L’ARCHITETTURA SOCIALE? 20 ANNI FA ERA UN’IDEA BIZZARRA

Prendendo in esame l’ultimo decennio di attività, nel corso dell’intervista Sfriso tratteggia un primo bilancio: “abbiamo lavorato in tutta l’Africa e nel Medio Oriente con ONG come Emergency. Abbiamo realizzato progetti sanitari in luoghi come il Sudan, la Repubblica Centrafricana e l’Uganda”, inserendosi di fatto in un ambito, l’architettura sociale, che venti anni fa era considerata “un’idea bizzarra”. Tra i loro progetti c’è anche il Centro di maternità intitolato a Valeria Solesin, nella Valle del Panshir, in Afghanistan, sviluppato proprio per Emergency. All’iniziale interesse verso i temi della sostenibilità, grazie all’esperienza maturata anche in territori complessi TAMassociati affianca oggi la necessità di individuare, caso per caso, “la soluzione più semplice ed economica. L’edificio deve essere semplice da costruire, mantenere e gestire”, afferma Sfriso. Impossibile, infine, non ripercorrere l’iter di Taking Care: Designing for the Common Good: nel 2016 TAMassociati è stato infatti incaricato di curare il Padiglione Italia alla 15. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. “È stata un’esperienza straordinaria. Non so se abbiamo imparato a fare il mestiere di curatore, perché siamo architetti: questo è il nostro lavoro e questo è ciò che siamo in grado di fare. La Biennale di Venezia è ancora la mostra di architettura più importante al mondo, e per noi è stato un privilegio farne parte. Il direttore artistico era Alejandro Aravena, e abbiamo indagato le potenzialità e le possibilità di sviluppo dei beni comuni e la loro rilevanza nella nostra società. Abbiamo scelto dieci possibili declinazioni per il concetto di beni comuni: legalità, processi partecipativi, abitazione e altro ancora. Per ogni argomento abbiamo invitato due aziende italiane. Alcuni dei progetti sono stati realizzati alla Biennale come opere prime. Penso che siano argomenti importanti ancora adesso. E diventeranno più importanti nei prossimi 10-15 anni.”

– Valentina Silvestrini

L’intervista integrale è visibile sul sito
www.pastpresentfutureproject.com

 

PAST PRESENT FUTURE su ARTRIBUNE

1) Intervista a Odile Decq
2) Intervista a Juan Herreros
3) Intervista a Paul Robbrecht e Hilde Daem
4) Intervista ad Andrés Jaque
5) Intervista a Ricardo Bak Gordon
6) Intervista a Mario Cucinella
7) Intervista a Fabrizio Barozzi

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.