A qualche settimana di distanza da Monumento per la vita, il progetto con cui l’architetto italiano Angelo Renna ha proposto di trasformare lo Stadio San Siro di Milano, destinato all’abbattimento, in un “tempo della natura”, a perenne ricordo delle vittime del Coronavirus, una nuova proposta architettonica affronta il tema dell’impatto globale della pandemia, facendo leva sulla memoria e sul coinvolgimento emotivo. Sviluppato dallo studio di architettura e urbanistica Gómez Platero, con sedi in Uruguay, Ecuador e Messico, il World Memorial to the Pandemic non prevede alcun albero, ma è ugualmente indirizzato a stabilire una forma di connessione dei potenziali visitatori con la “natura allo stato puro”. Si tratta di una scultura monumentale formata da una lastra circolare, con un diametro di 40 metri, raggiungibile dal lungomare tramite una passerella pedonale. Questa grande piattaforma dispone di un’apertura al centro: un vuoto, nel quale fermarsi a osservare il perpetuo manifestarsi delle forze naturali, onnipresenti con loro potenza ed essenzialità.

CELEBRARE LA CENTRALITÀ DELLA NATURA

Per i progettisti questa “testimonianza fisica del singolare momento collettivo” che stiamo vivendo incoraggerebbe al ricordo e alla riflessione, invitandoci ad “ascoltare il nostro interno e immaginare un futuro condiviso di speranza”, in un continuo alternarsi di suoni e silenzi. La peculiare condizione sperimentata dai visitatori, nello stesso tempo circondati dalle onde e invitati a osservare il “cuore vuoto” dell’opera, anch’esso riservato alle rocce e all’acqua, intende sottolineare la centralità della natura rispetto alla fragilità e caducità dell’uomo. Elaborato per un tratto costiero dell’Uruguay non meglio specificato, nel caso in cui dovesse essere realizzato potrebbe divenire anche “una meta da esplorare”, in grado di produrre “un significativo ampliamento dello spazio pubblico” a disposizione della comunità residente.

– Valentina Silvestrini

www.gomezplatero.com/es

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.