Reencuentro. La versione post-Covid del Prado di Madrid

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Riapre in versione ridotta ma inedita, il Prado di Madrid. Un percorso di visita completamente nuovo, composto da 250 capolavori, da godere nel pieno rispetto delle norme sanitarie. Ecco il video che ci racconta il backstage del riallestimento

Il Museo del Prado cambia look, almeno per i mesi estivi e soprattutto per ottemperare alle regole di sicurezza e igiene imposte a tutti i luoghi pubblici in Spagna in seguito alla pandemia da Covid-19. Fino al 13 settembre il grande museo spagnolo – una delle pinacoteche più amate e visitate al mondo – si presenta in versione ridotta, con meno sale aperte e “solo” 250 capolavori esposti.
Il nuovo montaggio si intitola Reencuentro ed è in realtà un ibrido tra la collezione permanente e una mostra temporanea, ossia una selezione di opere del museo riorganizzate con un criterio curatoriale. L’idea è di condensare in poche sale l’essenza del museo, con capolavori assai noti e altri meno conosciuti, ma regalando, anche ai visitatori più assidui, nuove sensazioni visive ed estetiche. Un Prado, insomma, che non si era mai visto in duecento anni di storia.

IL PERCORSO DI VISITA

Il percorso di visita si svolge solo al piano nobile dell’edificio del Villanueva, intorno alla Galleria Centrale e con ingresso dalla Porta di Goya; è pensato per un massimo di 1800 visitatori al giorno, cifra stabilita dal governo spagnolo e inferiore al 30 per cento della capienza totale del museo. Essendo ridotto il percorso, anche il biglietto è ridotto al 50 % e può essere acquistato solo online, scegliendo nella pagina web del museo giorno e ora di ingresso. Per tutti, ovviamente, mascherine obbligatorie, prova della temperatura corporea e suole disinfettate agli ingressi.
A prima vista si vede già che molte cose sono cambiate nel museo. Ma chi ha spostato l’Annunciazione di Beato Angelico nell’anticamera della Galleria Centrale? Come è avvenuto il trasporto delle grandi tele del Dos de Mayo e Los Fulisamientos di Goya dal piano terra alla sala della Famiglia di Carlo IV? E, poi, chi ha riunito Los Borrachos e Las Hilanderas di Velásquez nella grande sala 12 de Las Meninas? Ma soprattutto, chi ha lasciato nudo l’imperatore Carlo V, togliendo l’armatura del bronzo di Leone Leoni?

UN TIME-LAPSE DELL’ALLESTIMENTO

Il rebus è svelato nel divertente videoclip in time-lapse comparso qualche giorno fa sul canale YouTube del museo. Le riprese dei lavori realizzati durante la chiusura, con il trasloco di un centinaio di opere da un piano all’altro o da una sala all’altra, rende perfettamente l’idea dei delicati interventi che le squadre di tecnici e di storici dell’arte hanno realizzato per il montaggio del nuovo allestimento post Covid-19. In realtà, il video mostra anche un piccolo saggio di come – in condizioni di normalità e in un luogo aperto al pubblico sette giorni su sette – ogni giorno, prima dell’apertura e dopo la chiusura, il Prado si prenda cura dei tanti capolavori della sua collezione permanente.

– Federica Lonati

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.