Il nuovo canale YouTube di David Lynch, inaugurato lo scorso 11 maggio con una serie di brevi bollettini metereologici, non smette di stupire. La sera del 20 maggio è stato infatti trasmesso, in streaming, Fire (Pozar), un corto animato inedito che Lynch ha prodotto cinque anni fa.
Già dai primi fotogrammi, Fire (Pozar) si presenta come un lavoro ricco di suggestioni e connotazioni storiche che vanno dal periodo del precinema – il video sembra una proiezione emanata da una lanterna magica del XIX secolo – all’animazione polacca. Quest’ultima chiave di lettura viene suggerita non solo dalla rappresentazioni dei soggetti ma, soprattutto, dalle musiche scritte da Mark Zebrowski – già collaboratore di Lynch sia per Inland Empire (2006) che per la realizzazione dell’album Polish Night Music (2007) – ed eseguite dal Penderecki String Quartet.
Nei dieci minuti di durata del video è possibile riconoscere tutto l’immaginario lynchiano: una sequenza di immagini e atmosfere presenti tanto nelle opere cinematografiche (dai primi cortometraggi sperimentali – come Six Figures Getting Sick, del 1966, e The Alphabet del 1968 – a Eraserhead e Twin Peaks), quanto in quelle pittoriche. Caratterizzato da una certa fisicità delle immagini, Fire (Pozar), pone l’attenzione su alcune figure archetipiche molto care al cineasta statunitense come il fuoco, la casa e l’albero. Grazie alle animazioni curate dalla sua storica assistente di montaggio, Noriko Miyakawa, le visioni e i disegni di David Lynch riescono così a prendere forma muovendosi all’interno di un universo tanto personale quanto, ormai, inconfondibile.

– Valerio Veneruso

Dati correlati
AutoreDavid Lynch
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.