È risaputo che nei momenti di difficoltà l’ingegno viene sguinzagliato alla ricerca di soluzioni alternative. E se le limitazioni fisiche bloccano l’artista in un luogo, niente vieta alla sua fantasia di continuare a viaggiare. Concatenation, l’ultima opera dell’inarrestabile Donato Sansone, ne è una prova. In questo breve video si assiste, infatti, a una sequenza di reazioni a catena provocate da un’esplosione iniziale: un big bang originario che genera l’imprevedibile.
Grazie soprattutto all’uso sapiente del found footage, possiamo osservare una deflagrazione costante, fatta di evoluzioni e inversioni di marcia, con momenti di convinzione e ripensamenti. Se, da un lato, l’occhio dello spettatore fa quasi fatica a seguire tutte le metamorfosi, dall’altro non può che rimanere ipnotizzato, oltre che incuriosito dall’esito finale.
Seppure di breve durata, Concatenation potrebbe essere considerata come un’opera infinita, una sorta di frattale destinato a ripetersi per sempre, nel tempo come nello spazio. Il concetto che viene seguito è infatti molto simile a quello espresso in uno dei primi cortometraggi di Sansone, ovvero, il monumentale Videogioco-loop experiment. Da questo punto di vista Concatenation ci appare quasi come la risposta digitale a una pratica che, oramai undici anni fa, coincideva con un approccio prettamente analogico. E allora anche la risoluzione dell’immagine va al passo coi tempi, alternandosi tra uno standard qualitativo e l’altro fino a diventare semplice e pura metafora. Il solito zampino dell’impeccabile sound designer Enrico Ascoli impreziosisce il tutto, caricando di pathos anche l’elemento più banale.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.