Del documentario su Yayoi Kusama vi avevamo già parlato la scorsa estate, annunciando l’imminente uscita nelle sale statunitensi, avvenuta nei primi giorni di settembre. Ora Kusama – Infinity sta per sbarcare nei cinema italiani, grazie alla distribuzione di Wanted e Feltrinelli Real Cinema. A partire dal prossimo 4 marzo sarà possibile immergersi nell’affascinante mondo creativo dell’artista giapponese grazie a una pellicola che utilizzando materiali d’archivio e interviste recenti, riesce a raccontare con efficacia la parabola artistica della Kusama, dagli inizi al successo internazionale.
La mia opera si basa sulla trasposizione in arte dei miei problemi psicologici. Ossessione. L’accumulo è il risultato della mia ossessione. E questa filosofia è il tema centrale della mia arte”, spiega l’artista all’inizio di questa clip tratta dal film. E in poche parole riassume il cuore di una ricerca in cui arte e vita diventano inscindibili, supportandosi e salvandosi l’un l’altra.
Nonostante sia ormai famosissima per la sua parrucca rossa e i suoi pois colorati, ho pensato che far conoscere anche il lato oscuro della sua storia personale potesse aiutare a trasmettere al pubblico quella parte della sua vita e della sua persona onde evitare che venisse dimenticata. Volevo che chiunque sapesse che quella di Kusama è la storia di una pioniera che ha dovuto superare il sessismo, il razzismo e la malattia mentale per perseguire il sogno di essere un’artista”, ha dichiarato la regista Heather Lenz.

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AutoreYayoi Kusama
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).