Tutti pazzi per Yayoi Kusama. Biglietti gratis ed è caos all’Hirshhorn Museum di Washington

A Washington DC scoppia l’amore per Yayoi Kusama, i suoi specchi e i suoi pois. La grande retrospettiva allo Smithsonian registra code chilometriche, assalti al sito e il panico tra chi gestisce i flussi…

Yayoi Kusama, Infinity Mirrors
Yayoi Kusama, Infinity Mirrors

Metti insieme un’artista super popolare, una mostra con installazioni spettacolari, un posto come lo Smithsonian’s Hirshhorn Museum di Washington e una politica di ingressi gratuiti a tappeto. Il risultato? Il caos.
È così che l’opening della grande retrospettiva dedicata a Yayoi Kusama, Infinity Mirrors, si è già trasformata in un caso. Inaugurata lo scorso 23 febbraio, era da mesi un evento attesissimo. Kusama, con i suoi 87 anni e il suo caschetto rosso fluo, è una star celebrata dai più grandi musei del mondo, insignita nel 2016 del Premio Imperiale. Le sue proliferazioni virali di pois sono ormai icone dell’estetica pop contemporanea: spazi, oggetti, superfici ricoperti di pallini raccontano un universo fiabesco, organico e insieme sintetico, tra stanze specchianti e campi di falli (Phalli’s Field) che invitano ad immersioni fantasy, erotiche, lisergiche.
Lungo le sale dell’Hirshhorn il viaggio tra le variopinte installazioni di Kusama è sorprendente. Un lunapark che distorce la percezione e moltiplica all’infinito gli sguardi. Ed ecco le folle giunte a trastullarsi, con i selfie di rito lanciati a valanga sui social e un genuino stupore da consumare in modalità Alice in Wonderland.

Yayoi Kusama, Kusama with Pumpkin, 2010
Yayoi Kusama, Kusama with Pumpkin, 2010 © Yayoi Kusama Installation View- Aichi Triennale 2010. Courtesy Ota Fine Arts, Tokyo/ Singapore; Victoria Miro Gallery, London; David Zwirner, New York; and KUSAMA Enterprise

LA GUERRA DEI PASS E L’ASSALTO AL MUSEO

Unico inconveniente: le code, infinite come gli spazi immersivi dell’artista giapponese. La stampa locale racconta di file inaudite, con in media 90 minuti di attesa fuori dal museo e poi, all’interno, di nuovo file sui due piani di scale, per riuscire ad accedere alle gallerie.  Una volta dentro, ancora una buona dose di pazienza dinanzi all’attrazione principale: nella stanza degli specchi si entra uno per volta e si resta per 30 secondi. Un gran da fare per i custodi, che stanno gestendo i flussi col cronometro in mano e il ronzio delle proteste nelle orecchie. Il Museo ha dovuto persino ritardare la chiusura di due ore, nella speranza di smaltire la massa.

La campagna per i pass gratis su Twitter e il sito in crash
La campagna per i pass gratis su Twitter e il sito in crash

Merito di una regina dell’arte come Kusama, ma anche della strategia promozionale adottata dalla direzione. Ingressi gratis per tutti. Ogni lunedì, a partire da mezzogiorno, sono infatti distribuiti dei pass, validi per la settimana successiva: 19mila biglietti, per 14 settimane di mostra, la maggior parte da prenotare on line: un giveaway riservato agli abbonati alla newsletter. Alcune migliaia sono inoltre tenute da parte per i semplici visitatori. E anche in questo caso, si è scatenato l’inferno. All’avvio della promozione il sito è letteralmente andato in crash, nel giro di un’ora.  Un vero e proprio assalto.
E come se non bastasse, c’è scappato pure l’incidente. Un visitatore ha arrecato degli imprecisati danni alla famosa sala degli specchi, che adesso è chiusa, in attesa di essere rimessa a posto. Primo weekend decisamente movimentato, ma il sospetto è che l’euforia non scemerà, anzi. A Los Angeles è già “Kusama effect”. Contagioso, come i suoi pois.

– Helga Marsala

Yayoi Kusama, Infinity Mirrors
fino al 14 maggio 2017
Ingressi: tutti i giorni, dalla 10 alle 17.30
Hirshhorn Museum and Sculpture Garden
Independence Avenue at 7th Street SW – Washington, DC 20560
hirshhorn.si.edu

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

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