Io sono un selvaggio, un lupo nel bosco senza collare”, diceva di se stesso Paul Gauguin (1848-1903), il pittore francese che cercò la libertà e l’autenticità ai confini della civiltà, in terre lontane, tra popolazioni sconosciute ed esotiche. Ai Tropici Gauguin resterà dal 1891 quasi senza intervalli fino alla morte: dodici anni di immersioni sempre più profonde nella natura lussureggiante, di sensazioni, visioni e colori ogni volta più puri e accesi.
In arrivo nei cinema italiani solo il 25, 26 e 27 marzo, nuovo appuntamento della serie Grande Arte al Cinema, Gauguin a Tahiti. Il paradiso perduto è un viaggio alla ricerca delle origini. Il docu-film, diretto da Claudio Poli su soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta, che firma anche la sceneggiatura, è prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con il sostegno di Intesa Sanpaolo e vede la partecipazione straordinaria di Adriano Giannini.
Ripercorrendo le tracce di una biografia che appartiene ormai al mito e di una pittura raffinatamente primordiale, il film evento, che vanta una colonna sonora originale firmata dal compositore e pianista Remo Anzovino, ci guiderà in un percorso tra i luoghi che Gauguin scelse come sua patria d’elezione e attraverso i grandi musei americani dove sono custoditi i suoi capolavori: New York col Metropolitan Museum, Chicago con il Chicago Art Institute, Washington con la National Gallery of Art, Boston con il Museum of Fine Arts.

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AutorePaul Gauguin
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