Non penso che l’arte possa cambiare il mondo. Ma penso che possa educare, ispirare, dare potere alle persone e spingerle ad agire”. Inizia così la breve e illuminante conversazione con Judy Chicago (1939),pubblicata nei giorni scorsi sul canale Youtube della fiera Art Basel. L’artista americana racconta davanti alle telecamere la storia della sua opera più famosa, Birth Project, un progetto iniziato nel 1980 e divenuto centrale per il futuro sviluppo della sua poetica femminista. 150 donne in tutto il mondo parteciparono, ricamando a mano i disegni dell’artista, tutti incentrati sul tema della nascita e del parto, affrontando i suoi aspetti mitici e simbolici, ma anche quelli più crudi e realistici. “Non solo c’era un totale vuoto iconografico su questo tema, ma anche il ricamo era totalmente sconosciuto. E sapete perché? Perché è una tecnica femminile”.

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AutoreJudy Chicago
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.