Non penso che l’arte possa cambiare il mondo. Ma penso che possa educare, ispirare, dare potere alle persone e spingerle ad agire”. Inizia così la breve e illuminante conversazione con Judy Chicago (1939),pubblicata nei giorni scorsi sul canale Youtube della fiera Art Basel. L’artista americana racconta davanti alle telecamere la storia della sua opera più famosa, Birth Project, un progetto iniziato nel 1980 e divenuto centrale per il futuro sviluppo della sua poetica femminista. 150 donne in tutto il mondo parteciparono, ricamando a mano i disegni dell’artista, tutti incentrati sul tema della nascita e del parto, affrontando i suoi aspetti mitici e simbolici, ma anche quelli più crudi e realistici. “Non solo c’era un totale vuoto iconografico su questo tema, ma anche il ricamo era totalmente sconosciuto. E sapete perché? Perché è una tecnica femminile”.

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AutoreJudy Chicago
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.