Da quando, nei primi anni Duemila, le sue bizzarre gif animate hanno iniziato a circolare su Internet, grazie soprattutto a un’ormai storica community di artisti digitali come B3ta.com, il poliedrico animatore britannico Cyriak (Brighton 1974) ci ha abituati a un certo tipo di estetica. Un universo grottesco, cronenberghiano, caratterizzato da caleidoscopici corpi mutanti, materie informi e ironici paradossi visivi (come banane che scivolano su esseri umani e boscaioli che vengono segati in due da alberi vendicativi).
RIP, il suo ultimo video, pubblicato lo scorso 30 ottobre in occasione di Halloween, rimane fedele a quel genere di black humour, tipicamente inglese, mettendo in scena un’insolita danza macabra in 3D che strizza l’occhio al celebre cartone Skeleton Dance diretto da Walt Disney nel 1929. Tutto inizia con uno scheletro che esce allo scoperto da dietro una lapide per svegliare altri compagni defunti con i quali iniziare un party psichedelico che introduce lo spettatore nel regno dei morti: una specie di discoteca/cattedrale, fatta completamente di ossa e teschi, pronta a ospitare tutti i suoi scatenati “fedeli”. Finita la festa gli scheletri ritornano sotto terra, alle prese con la loro routine quotidiana fatta di abitudini e impegni lavorativi che purtroppo non terminano neanche una volta morti. Il sarcasmo di Cyriak si scaglia soprattutto sugli usi e i costumi del suo paese di origine, senza risparmiare nessun feticcio della cultura inglese. Sono tanti infatti i riferimenti al Regno Unito: dalla tipica bombetta che copre i capi degli allegri personaggi (che rappresenta inoltre il logo/firma dello stesso Cyriak), passando per acconciature punk fatte con le ossa, fino agli occhi fuori dalle orbite degli scheletri che si possono ritrovare anche nel video di Country House che Damien Hirst diresse per i Blur nel 1995.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.