Utilizzata solitamente per i rilievi in ambito topografico, cartografico e architettonico, la fotogrammetria è una tecnica che grazie alla spettacolare resa della realtà che può offrire riesce a farsi spazio anche nelle arti visive. Ne è un esempio il collettivo di nazionalità turca Oddviz, che si avvale di questo strumento per ricreare città e scenari fantastici attingendo alle reali criticità dei contesti presi in analisi.
Attraverso la produzione di accattivanti video tridimensionali, situazioni di degrado e stati di emergenza vengono cristallizzati per restituire allo spettatore un quadro limpido della drammatica condizione nella quale versano determinati ambienti. Il loro ultimo progetto si chiama Inventory e si palesa come una raccolta visiva di problematiche così urgenti e visibili da delineare la morfologia stessa delle città. Il video Acqua Alta, ad esempio, descriveVenezia come un’isola dalle sembianze di pesce (come ricorda Tiziano Scarpa in un celebre saggio uscito nel 2000), abitata esclusivamente da pozzi e fontanelle, nell’atto di sprofondare nell’acqua che la circonda. Realizzato scattando più di 15mila fotografie a 150 fontane e pozzi antichi, il video riesce, in maniera realistica e solenne, a porre l’attenzione sul destino incerto che attende una città così fragile come Venezia.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.