La carta per me ha un suo carattere”, spiega il tedesco Gangolf Ulbricht in questo breve documentario, “ha una superficie, una texture, una tonalità, un certo livello di rigidità, un colore, un riflesso, un particolare crepitio”. Ulbricht, uno dei pochi cartai rimasti in Europa e nel mondo, realizza i propri prodotti completamente a mano in un laboratorio a Berlino, nel quartiere di Kreuzberg, senza servirsi di cellulosa presa dagli alberi. Tra i suoi clienti ci sono artisti, architetti, restauratori, stampatori, rilegatori, fotografi e designer di tutte le parti del globo. Si sono rivolti a lui per il proprio lavoro grandissimi nomi come Jenny Holzer, Louise Bourgeois, Guenther Uecker, Jonathan Meese, Damien Hirst, Christiane Baumgartner e Matthias Weischer.
La carta di cui ci serviamo ogni giorno – tattile, sensuale, emozionale – farà un grande ritorno” commenta Ulbricht “perché il desiderio di questo genere di qualità oggi è molto forte e continuerà a crescere in futuro.”

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.