La scena della corsa nelle sale del Louvre è forse una delle più conosciute e citate di tutta la storia del cinema (Bernardo Bertolucci l’ha riproposta identica in The Dreamers). La pellicola che la contiene, Bande à part, è il settimo lungometraggio di Jean-Luc Godard, uscito per la prima volta nel 1964 e diffuso in Italia con il bizzarro titolo Separato Magnetico. Ora il film, in versione restaurata, torna nei cinema della Penisola con un calendario di proiezioni da non perdere a partire dal 12 febbraio.
I protagonisti, interpretati da Anna Karina, Sami Frey e Claude Brasseur, erano intenti a portare avanti un compito surreale: battere il record assoluto per la visita più veloce del museo. Secondo un quotidiano infatti, un turista americano avrebbe visitato il Louvre in 9 minuti e 45 secondi. I tre allora decidono di accettare la sfida e dopo aver corso a perdifiato tra i corridoi immensi escono da vincitori, essendo riusciti a visitarlo in 9 minuti e 43 secondi. La scena, totalmente improvvisata, fu resa possibile grazie al beneplacito nientemeno che di Andrè Malraux, allora Ministro della cultura francese.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.