Agli occhi di Obie, 7 anni, il Pensatore di Rodin sembra un uomo intento a fare i propri bisogni. Mentre JJ, 5 anni, descrive alla perfezione un famoso quadro del cinese Yue Minjun, con tanto di imitazione delle espressioni facciali. Alexa, anche lei 5 anni, immagina Frida Kahlo come una donna triste perché vorrebbe andare in spiaggia ma non può perché è notte.
La serie di video Name That Art, prodotta da Google Arts and Culture, nasce da un’idea semplice ma efficace: mettere le opere d’arte davanti agli occhi dei bambini e lasciare che siano loro a descriverle a noi adulti. Dall’altra parte ci sono due esperti nel campo: critici, curatori, professori, sfidati a cercare di capire di che opera si tratta. I risultati sono divertenti e spesso anche illuminanti: gli occhi “vergini” dei più piccoli, non influenzati dalle nozioni e da pregiudizi, spesso rilevano particolari insoliti, oppure forniscono nuove interpretazioni che non mancano di far riflettere.

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