Le grandi mostre al LUMA di Arles in Francia: Zaha Hadid, Gerhard Richter e Patti Smith

Presentata la programmazione dell’istituzione culturale francese che quest’anno punta ad aumentare i suoi 150 mila visitatori annui. Le nuove mostre per la primavera e l’estate 2026

LUMA Arles (luma.org) si appresta a inaugurare il 1° maggio un nuovo ciclo di esposizioni che sarà seguito da una seconda serie di mostre, a partire dal 4 luglio. Sono stati Mustapha Bouhayati, CEO di LUMA, e Vassilis Oikonomopoulos, direttore artistico dell’istituzione culturale con sede in Provenza a presentare a Parigi il programma 2026. Gli sforzi messi in campo in questa stagione sono riassunti, in una nota di presentazione, da Maja Hoffmann, fondatrice e ispiratrice del centro culturale del sud della Francia che accoglie circa 150 mila visitatori ogni anno. “Cerchiamo di mettere in dialogo un’ampia gamma di pratiche che affrontano le urgenze e le sfide del nostro tempo, dalle trasformazioni tecnologiche all’instabilità climatica fino alle questioni di identità, memoria e futuro collettivo”. Quest’anno le arti visive entreranno in dialogo con la musica, le performance e gli eventi dal vivo, riunendo voci provenienti da diverse aree geografiche e da diverse discipline.

Ritratto di Gerhard Richter. Ph: David Pinzer
Ritratto di Gerhard Richter. Ph: David Pinzer

Gerhard Richter e il suo ciclo di Overpainted Photographs

Nella Main Gallery della Torre progettata da Frank O. Gehry  verrà allestita una mostra dedicata alle «Overpainted Photographs» di Gerhard Richter (fino al 10 gennaio 2027), uno dei cicli artistici più importanti dei suoi sessant’anni di carriera. Intervenendo direttamente sugli scatti fotografici con strati di pittura a olio, Richter smantella l’autorità della fotografia come testimonianza immutabile della realtà. L’immagine non è né completamente rivelata né del tutto oscurata, ma si trasforma in una superficie controversa in cui rappresentazione e astrazione si scontrano. Richter sottopone l’immagine fotografica al gesto, al caso e alla forza della materia. I segni pittorici interrompono la funzione descrittiva dell’immagine, trasformandola da veicolo di prova a spazio di ambiguità. Ciò che appare non è più un documento, ma un evento che mette a nudo come la memoria, la percezione e il significato siano continuamente costruiti e smantellati.

Ritratto di Zaha Hadid. Ph: Brigitte Lacombe
Ritratto di Zaha Hadid. Ph: Brigitte Lacombe

Zaha Hadid, la pittura come forma di progettazione

Altro nome importante delle mostre che debuttano a maggio è quello di Zaha Hadid. Nel decimo anno dalla scomparsa, il sesto capitolo della serie “Hans Ulrich Obrist Archives” rende omaggio all’architetta di origine irachena scomparsa il 31 marzo 2016 a Miami. Questa mostra dal titolo “I Think There Should Be No End to Experimentation” (fino alla primavera del 2027) – realizzata in stretta collaborazione con la Zaha Hadid Foundation – ripercorre il lungo dialogo tra il curatore e la grande architetta, iniziato alla fine degli anni ’90 quando Obrist invitò Hadid a realizzare Meshworks a Villa Medici. Per la prima volta dal 2016, la mostra riunisce i suoi primi dipinti calligrafici e i suoi taccuini – esercizi di geometria suprematista che hanno influenzato i suoi progetti architettonici, dalla Vitra Fire Station (1993) alla CMA CGM Tower (2011) a Marsiglia o ai Pierresvives Archive & Library di Montpellier (2012). “È una parte meno conosciuta dell’opera della Hadid, ma la mostra rende evidente quanto sia stata importante la pittura nell’ideazione dei lavori architettonici: un progetto cominciava sempre con un dipinto” spiega Vassilis Oikonomopoulos.

Affiche, Matisse, Editions Cahiers d'Art, Paris 2026
Affiche, Matisse, Editions Cahiers d’Art, Paris 2026

I 100 anni dei Cahiers d’Art

LUMA Arles renderà omaggio a una rivista che ha svolto un ruolo fondamentale nella conoscenza e divulgazione dell’arte moderna e contemporanea. Nel 2026 la testata Cahiers d’Art festeggia il suo centenario con un programma internazionale che comprende mostre nei principali musei, una pubblicazione commemorativa, una serie di conferenze e presentazioni. Nel loro insieme, queste iniziative rendono omaggio alla duratura influenza della rivista, riaffermando al contempo la sua ambizione fondante di creare un forum in cui il passato, il presente e il futuro dell’arte entrino in dialogo. La mostra “100 Years of Cahiers d’Art and LUMA Arles” (fino alla primavera del 2027) rientra nel programma «Living Archives», che considera gli archivi non come depositi statici, ma come sistemi attivi che influenzano ciò che può essere ricordato, interpretato e trasmesso. La presentazione dell’archivio Cahiers d’Art al LUMA Arles rivela momenti che hanno reso leggibile l’arte moderna e contemporanea, mettendo al contempo in luce artisti, idee e geografie rimasti marginali o trascurati.

Soundwalk Collective & Patti Smith, Prince of Anarchy, 2025 (still). Courtesy Soundwalk Collective
Soundwalk Collective & Patti Smith, Prince of Anarchy, 2025 (still). Courtesy Soundwalk Collective

Patti Smith protagonista in estate

Fra le iniziative che debutteranno il 4 luglio (fino all’8 novembre), va segnalata Correspondances Soundwalk Collective & Patti Smith, un’installazione immersiva frutto della collaborazione, in continua evoluzione, tra Stephan Crasneanscki del Soundwalk Collective e la musicista americana. Il progetto intreccia registrazioni sul campo, immagini in movimento e poesia per evocare paesaggi plasmati dalla creazione artistica, dalla lotta politica e dalla fragilità ecologica. Nella Grande Halle, la mostra riunisce l’intera produzione cinematografica realizzata fino ad oggi, insieme a un’opera commissionata di recente che guarda alla Camargue come a un territorio sonoro continuamente riconfigurato dalle forze ambientali e umane.

Fra gli altri artisti presenti quest’anno a LUMA vanno ricordati anche Verena Paravel, Camille Henrot, Julianknxx, Saodat Ismailova e Stan Douglas.

Dario Bragaglia

LUMA ARLES – Parc des Ateliers, 35 avenue Victor Hugo
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Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

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