Ci sono voluti oltre dieci anni per svilupparlo, ma finalmente l’attesa è finita. Esce in questi giorni per Playstation 4 il gioco The Last Guardian, ideato e realizzato dal giapponese Fumito Ueda, già noto agli appassionati per titoli come Ico e Shadow of the Colossus.
In comune con le due storie precedenti, The Last Guardian ha la caratteristica di muoversi sul terreno dell’evocazione e della poesia visiva. Quasi privo di parole, se si escludono le suggestioni della voce narrante, il gioco racconta la storia di un’amicizia molto particolare: quella tra un bambino e un enorme, mitologico, grifone. I due protagonisti comunicano a gesti, cercando insieme un modo per sfuggire ai tanti pericoli che li circondano. Ueda, che nel suo background può vantare una laurea in storia dell’arte e un’inizio di carriera nelle arti visive, arricchisce visivamente il gioco evocando il fascino delle antiche civiltà e immergendo lo spettatore in uno scenario fatto di grandi rovine e misteriosi monumenti.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).