Catherine King e Wayne Adams sono marito e moglie. Da sempre, fanno gli artisti. Lui scultore, lei intagliatrice ed ex ballerina. I loro nomi non sono molto noti, ma loro casa, una specie di villaggio galleggiante, è famosa in tutto il mondo. Iniziata nel 1992, l’abitazione si è pian piano allargata fino a diventare un piccolo paese totalmente autosufficiente; un’isola artificiale al largo di Vancouver Island, in Canada, battezzata Freedom Cove, ossia la Baia della Libertà.
Non esiste nessun percorso via terra per raggiungere questo luogo magico; l’unico accesso possibile è tramite un’imbarcazione, e nessun elemento di questo agglomerato di costruzioni è ancorato alla terraferma, ogni cosa è galleggiante. Oltre alla casa principale, ci sono quattro serre (i coniugi in questo modo producono il proprio cibo, oltre a pescare nel lago), un faro e una pista da ballo.

La scelta, coraggiosa e affascinante, di vivere totalmente fuori non solo dalle città, ma dall’intero sistema (gli americani chiamano questo stile di vita off-grid) ha finito, nel caso di Catherine e Wayne, per trasformarsi nella loro opera d’arte totale, un esempio realizzato di coincidenza tra arte e vita.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.