Pittore, scultore, fotografo, designer. Lazlo Moholy-Nagy (Borsód, 1895 – Chicago, 1946) era tutto questo e molto di più. Fermo sostenitore di un’arte sperimentale e, diremmo oggi, multimediale, portò avanti una ricerca continua nei territori di confine tra arte, società e tecnologia.
Il Guggenheim Museum di New York, che iniziò a collezionare lavori dell’artista già nel 1929, sotto la direzione di Solomon in persona, dedica finalmente a Moholy-Nagy una grande retrospettiva, la prima completa negli Stati Uniti.

Tra le 300 opere in mostra, segnaliamo Room of the Present (Raum der Gegenwart), la riproduzione di un progetto espositivo ideato dall’artista nel 1930, ma mai realizzato durante la sua vita. L’installazione comprende fotografie, oggetti di design e un esemplare della sua famosa scultura cinetica luminosa Lichtrequisit einer elektrischen Bühne.

Nella serie di video che vi proponiamo, lo staff del museo ci accompagna attraverso alcuni degli aspetti più significativi dell’attività di Moholy-Nagy, come la ricerca sulla tecnica fotografica e quella sui materiali innovativi come il plexiglass.

Infine, a dimostrazione della sua straordinaria modernità e della sua abilità come graphic designer, c’è la brochure realizzata per Die individuelle Anfertigung nel 1932, in cui la sagoma di carta di una giacca diventa un portale per il dispiegarsi di un originale opuscolo fatto di immagini, sagome e testi informativi.

– Valentina Tanni

www.guggenheim.org/moholy

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.