Dal Pop alla forma pura. Umberto Mariani a Milano

Fondazione Mudima, Milano – fino al 10 dicembre 2016. In un’antologica tutta la carriera dell’artista milanese, dalle opere giovanili alle stile pop radicale degli Anni Sessanta e Settanta. Fino alle pieghe astratte che caratterizzano oggi la sua ricerca.

Umberto Mariani, Il naso curioso, 1972
Umberto Mariani, Il naso curioso, 1972

Tra le varie fasi da riscoprire dell’arte italiana del secondo Novecento, quella definibile come Pop è tra le più feconde. L’antologica che la Fondazione Mudima dedica a Umberto Mariani (Milano, 1936) è da non perdere proprio perché copre tutto il suo percorso, comprendendo anche le opere in stile pop di fine Anni Sessanta-inizio Settanta, ancora attuali e capaci di sorprendere. Il piano terra è occupato da questi lavori: ibridi tra oggetti e corpi umani, allusioni sensuali con risvolti morbosi/macabri, citazioni irriverenti di Allen Jones, il tutto declinato con una maestria pittorica di pregio. Una poetica radicale, che trova conferma esplicita nell’opera dedicata a Giuseppe Pinelli. E sono esposte anche due opere giovanili ancora precedenti, già ricche di inventiva personale.

Umberto Mariani, La forma celata, 2013
Umberto Mariani, La forma celata, 2013

Al piano superiore sono invece raccolti i lavori dalla fine degli Anni Settanta. Dapprima considerazioni polimateriche sulla forma quadro, poi “pieghe” astratte, dipinte o realizzate col piombo. Se il passaggio alla forma pura risulta difficile da contestualizzare rispetto alla radicalità di contenuti del primo periodo, appare interessante l’intermezzo delle due grandi installazioni d’impianto teatrale.

Stefano Castelli

Milano // fino al 10 dicembre 2016
Umberto Mariani – Sinfonie di pieghe: la superficie introflessa
a cura di Gérard-Georges Lemaire
FONDAZIONE MUDIMA
Via Tadino 26
02 29409633
[email protected]
www.mudima.net

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/57485/umberto-mariani-sinfonie-di-pieghe/

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).