Fotografia del risveglio. Otto Steinert e Willi Moegle a Roma

Accademia Tedesca, Roma – fino al 2 dicembre 2016. Una piccola grande mostra, curata magistralmente. Con una selezione di fotografie, risalenti per lo più agli Anni Cinquanta, di due personalità agli antipodi. Una proposta coraggiosa.

Otto Steinert, Kraftwerk Bexbach, 1958 - coll. privata - (c) Lascito Otto Steinert - Museum Folkwang Essen
Otto Steinert, Kraftwerk Bexbach, 1958 - coll. privata - (c) Lascito Otto Steinert - Museum Folkwang Essen

Non era facile mettere su una mostra a due con le opere fotografiche di Willi Moegle (Esslingen am Neckar, 1897 – Leinfelden-Echtendingen, 1989) e Otto Steinert (Saarbrücken,1915 – Essen, 1978). L’azzardo si deve a Ute Eskildsen, curatrice del progetto pluriennale Fotografia, giunto al terzo atto. Steinert è celebre per la sua attitudine sperimentalista e autoriflessiva, da avanguardista; Moegle – meno conosciuto al grande pubblico – ha invece uno sguardo che si direbbe di venerazione per la concretezza del reale. In apparenza quindi non c’erano i presupposti per un tale abbinamento. Invece il vis-à-vis funziona, e la mostra si rivela un gioiellino. Questo perché nelle opere selezionate, risalenti per lo più agli Anni Cinquanta, sia Steinert che Moegle pongono una tale – “scultorea” – concentrazione sull’oggetto, sulla cosa in sé, da far sentire come accomunanti gli umori esistenzialisti del tempo, e una certa atmosfera aurorale da risveglio post-war.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 2 dicembre 2016
Fotografia – Otto Steinert / Willi Moegle
a cura di Ute Eskildsen
ACCADEMIA TEDESCA ROMA – VILLA MASSIMO
Largo di Villa Massimo 1-2
06 44259340
[email protected]
www.villamassimo.de

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56638/willi-moegle-otto-steinert/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.