Alle porte del Futurismo. La pittura italiana in mostra a Rovereto

Mart, Rovereto – fino al 9 ottobre 2016. Il museo trentino ospita una selezione di capolavori italiani realizzati a cavallo tra l’Ottocento e il secolo scorso. Testimoniando l’apertura del linguaggio pittorico alla scienza e le commistioni tra il Divisionismo nostrano e i dettami simbolisti. A poca distanza dal debutto del primo movimento d’avanguardia italiano: il Futurismo.

Luigi Russolo, Profumo, 1910 - Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Luigi Russolo, Profumo, 1910 - Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

ARTE E SCIENZA IN DIALOGO
Durante la Seconda Rivoluzione Industriale, quando cambiamenti e trasformazioni erano nell’aria, il connubio tra arte e scienza puntava a superare la logica dell’Impressionismo lirico. Anche l’Italia partecipava a quell’epoca di fermento, conoscendo profondi cambiamenti politici, sociali e artistici.
Su questo sfondo temporale si colloca la mostra allestita al Mart di Rovereto, una rassegna dal respiro internazionale, con opere delle Collezioni del museo e importanti prestiti, che approda in Italia dopo essere stata presentata a Madrid negli ambienti della Fondazione MAPFRE. Come recita il titolo, sono due i movimenti artistici italiani presi in esame: il Divisionismo e la prima avanguardia nostrana, il Futurismo. L’uno premessa dell’altro per la ricezione delle novità, soprattutto francesi, sul piano cromatico e pittorico.

TEMI E TEMPI
L’esposizione si struttura come un percorso cronologico e tematico che offre molto spazio ai diversi aspetti ravvisabili nel Divisionismo Italiano. A differenza di quello francese – in cui prevalgono soggetti ariosi, gioiosi e una maggior attenzione alla sperimentazione linguistica svincolata dal contenuto – la corrente italiana appare sospesa tra tendenze realiste e simboliste, raccogliendo e intercettando una più alta quantità di influenze in circolo nell’Europa fin de siècle.
Non è solo la natura a essere protagonista, ma anche le tematiche sociali, le visioni, i sogni. Si va dall’attenzione agli elementi quotidiani nella rappresentazione del paesaggio, come in Pascoli di Primavera di Segantini, alla rappresentazione delle idee, esemplificata da Il sogno o dal Notturno di Previati, in cui figure evanescenti e fluttuanti e contrasti luministici esaltano i valori emotivi nella forma più pura.

Luigi Russolo, Profumo, 1910 - Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Luigi Russolo, Profumo, 1910 – Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

VERSO IL FUTURISMO
Il passaggio attraverso il Futurismo appare più veloce. Come scrivono Boccioni, Balla, Carrà, Russolo e Severini, “non può sussistere pittura senza divisionismo” e lo dimostra l’attenzione alla pennellata divisa soprattutto nelle opere di Boccioni. Prosegue con i futuristi anche l’approccio sinestetico di matrice simbolista, evidente nel Profumo di Russolo o ne La mano del violinista di Balla.
Mancano però dei momenti di dialoghi diretto fra opere appartenenti a epoche diverse, coraggiosi accostamenti che vadano al di là del criterio cronologico-tematico tradizionale.


I PROTAGONISTI DEL CAMBIAMENTO
È interessante lo spazio concesso alle opere di Vittore Grubicy de Dragon che non svolse soltanto il ruolo di mercante-critico – promuovendo l’attività di numerosi giovani talenti tra cui Segantini e diffondendo le idee di Chevreul e Rood nel campo della cromatica – ma fu lui stesso artista. Di grande effetto è la sezione della mostra dedicata al paesaggio alpino, con il bellissimo Ritorno dal bosco di Segantini, dove la luce si incarna nelle diverse gradazioni di bianchi e grigi della neve.
Il contributo fondamentale di questa mostra è aver messo in piena luce la complessità di temi quasi contrastanti che caratterizza il Divisionismo Italiano, sospeso tra realismo e simbolismo, lasciando emergere le differenti personalità dei suoi protagonisti.
Ne viene fuori, per esempio, un Pellizza da Volpedo che non è solo la firma del Quarto stato, ma anche l’autore di paesaggi profondamente lirici e idilliaci come Passeggiata amorosa.

Antonella Palladino

Rovereto // fino al 9 ottobre 2016
I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo

a cura di Beatrice Avanzi, Daniela Ferrari e Fernando Mazzocca
MART
Corso Bettini 43
800 397760
in[email protected]
www.mart.trento.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54601/i-pittori-della-luce-dal-divisionismo-al-futurismo/

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Antonella Palladino
Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, negli anni napoletani svolge degli stage presso la Fondazione Morra e il Pan, collabora poi come assistente con la galleria Umberto Di Marino. Fondamentale si rivela essere l’esperienza presso l’ufficio comunicazione del Mart di Rovereto. È assistente di Filippo Tattoni-Marcozzi per un breve e felice periodo. Si trasferisce in Trentino Alto-Adige e inizia l’attività di critico scrivendo per diverse riviste tra cui Artribune e Juliet Art Magazine. Cura delle mostre per la galleria Paolo Erbetta, Stop Motion di Alessio Rota e Noisy di Gianluca Capozzi. A Benevento presenta Lichtkammer dell’altoatesino Harry Thaler. Per ora lascia il Trentino e inizia una nuova avventura.