Piccole tragiche donne. Per il Premio Nori De’ Nobili

Museo Nori De’ Nobili, Trecastelli – fino al 29 novembre 2015. Forse cresceranno, le piccole donne del museo in località Ripe. Intanto è stata data una buona opportunità, non solo a loro, ma anche al territorio che le ospita. In nome della donna che trovò nell’arte la propria ragione di vita.

Giorgia Razzetta, Memorie tattili - gesso
Giorgia Razzetta, Memorie tattili - gesso

È un buon segnale quello che arriva da un territorio capace di valorizzare l’eccellenza senza guardarsi indietro, e che nel nome della sua grande e purtroppo sottovalutata artista del Novecento crea un’iniziativa che oltrepassa i confini regionali. In linea con la specificità del Museo Nori De’ Nobili, nato per conservare l’opera della “tragica donna che non fu mai doma”, aristocratica reclusa per la maggior parte della sua vita in manicomio (molteplici i punti di contatto con la vicenda biografica e la poesia di Alda Merini), ma anche per ospitare il Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee, il premio si è rivolto a giovani artiste che riflettessero su un tema sempre opportunamente dibattuto, quello della consapevolezza femminile. Tra le numerose candidature, otto giovanissime artiste sono state selezionate per far sentire, attraverso media diversi, la propria voce: Bianca Senigalliesi, Claudia Zanaga, Elena Leone, Lisa Gelli, Maria Steinmetz, Maria Vittoria Castaldello, Serena Laborante e la vincitrice Giorgia Razzetta, che ha evocato plasticamente le costrizioni che subiscono le donne agendo su tre torsi di spalle in gesso.

Valeria Carnevali

Trecastelli // fino al 29 novembre 2015
Premio Arti Visive Nori De’ Nobili
a cura di Annalisa Filonzi e Federica Mariani
MUSEO NORI DE’ NOBILI
Piazza Leopardi 32 – Loc. Ripe
0717 957851
[email protected]
www.museonoridenobili.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/48630/premio-arti-visive-nori-de-nobili/

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Valeria Carnevali
Sempre attratta dalle forme della cultura contemporanea come espressione delle dinamiche umane, in una prima vita ho vissuto e lavorato a Milano per inseguire da vicino l’evolversi del presente, collaborando con gallerie, spazi espositivi ed editori specializzati in arte e attualità. Dal 2007 ho stabilito una nuova dimensione nella natura montana del centro Italia, occupandomi di didattica, educazione e formazione delle generazioni più giovani e viaggiando il più possibile. Conduco una vita raminga tra l’Appennino umbro-marchigiano e l’Oceano Atlantico, trovata nella città di Lisbona una seconda casa dal 2017. Sono convinta che l’educazione estetica, all’arte e attraverso l’arte, sia una chiave fondamentale di sviluppo del pensiero critico e della coesistenza democratica. Scrivo per Artribune dal 2012.