Giorgio Griffa a Milano. Il fascino della sottrazione seriale

Galleria Lorenzelli, Milano – fino al 13 maggio 2015. Ventidue opere dal 1969 al 1978 raccontano la poetica sussurrata ma possente dell’artista torinese. Autore di un’opera tuttora sorprendente. In attesa della grande retrospettiva che aprirà a fine maggio al CAC di Ginevra per poi girare mezza Europa.

Giorgio Griffa, Traccia più traccia, 1973
Giorgio Griffa, Traccia più traccia, 1973

Prosegue la generale riscoperta, anche da parte delle gallerie e del mercato, di figure dell’arte italiana in precedenza un po’ trascurate. Tra queste, un posto d’onore merita certamente Giorgio Griffa (Torino, 1936), autore di un’opera tuttora innovativa e sorprendente con i suoi tocchi che fondono serialità e manualità, con le tele grezze non intelaiate che portano i segni della piegatura e vengono fissate spartanamente al muro. Ultima di una serie di mostre recenti dell’artista torinese, ma non per questo meno interessante, la personale in corso da Lorenzelli propone ventidue lavori dal 1969 al 1978, molte di grande formato, distribuite in due sale affollate di opere in cui la sottrazione diventa potente strumento espressivo. E paradossalmente le tele più spettacolari sono proprio quelle in cui la linea è sottile e l’intervento è ridotto al minimo: l’atmosfera è quella di un’opera che avrebbe potuto svilupparsi indefinitamente, ma che l’autore si è limitato ad accennare.

Stefano Castelli

Milano // fino al 13 maggio 2015
Giorgio Griffa – Silenzio: parla la pittura
a cura di Matteo Lorenzelli e Ivan Quaroni
LORENZELLI ARTE
Corso Buenos Aires 2
02 201914
[email protected]
www.lorenzelliarte.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/43005/giorgio-griffa-silenzio-parla-la-pittura/

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).