Scultura versus natura. Questionamenti di Mattia Bosco

Risolvere la rivalità tra uomo e natura nell’arte. Mattia Bosco nelle sue “Nuove Sculture” innesta figure geometriche nella pietra. Da Federico Luger, a Milano, fino al 16 ottobre.

Mattia Bosco - Scultura 10 - 2012 - photo Antonio Maniscalco - Courtesy Galleria Federico Luger, Milano

Mattia Bosco (Milano, 1976) cerca di conciliare la contrapposizione tra l’opera dell’uomo e quella della natura. Ne mostra la complementarietà attraverso pilastri mozzati, blocchi di pietra in cui sceglie di intervenire parzialmente. Delinea forme geometriche, solidi elementari che leviga e lucida, lasciando, però, intatte delle zone, che si mostrano ruvide e irregolari. Decidendo di lasciare la pietra grezza ammette la superiorità della natura rispetto agli sforzi umani.
La scelta dei massi da cui ricavare le sue opere non è casuale. L’artista ha imparato a conoscere la natura: lo studio e l’osservazione gli permettono di prevedere quello che lo scalpello gli rivelerà successivamente. Il primo piano della galleria è il più esaustivo, con il pavimento che si trasforma gradualmente in roccia. È la natura che sta prendendo il sopravvento sulle piastrelle di marmo lucido o viceversa?

Marta Cereda

Milano // fino al 16 ottobre 2012
Mattia Bosco – Nuove sculture
FEDERICO LUGER
Via Circo 1
02 67391341
[email protected]
www.federicoluger.com

 

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.