5 videogiochi usciti a febbraio 2022

Dal videogioco di George R. R. Martin alla realtà virtuale di Unbinary su Meta Quest 2, ecco una selezione delle uscite di febbraio

Tra i videogiochi usciti a febbraio 2022 e selezionati da Artribune c’è Elden Ring, opera a cui ha collaborato anche lo scrittore George R. R. Martin (Cronache del ghiaccio e del fuoco). Trovate poi due videogiochi esplorativi e investigativi con visuale in soggettiva, Martha Is Dead e Ghost on the Shore, e Super Dungeon Maker, un software per creare labirinti da esplorare ispirati a quelli della celebre serie The Legend of Zelda di Nintendo. Da questo mese, in collaborazione con Meta, seguiremo anche con maggiore costanza la scena del videogioco per realtà virtuale, iniziando con Unbinary.

Matteo Lupetti

1. ELDEN RING

Elden Ring di FromSoftware e Bandai Namco Entertainment

Scritto in collaborazione con George R. R. Martin, autore dei romanzi dai quali è stata tratta la serie HBO Il trono di spade (Game of Thrones), Elden Ring continua il filone iniziato dallo studio giapponese FromSoftware con Demon’s Souls nel 2009 e poi continuato con la serie Dark Souls, con Bloodborne e con Sekiro: Shadows Die Twice. Opere fantasy note per la loro difficoltà, ambientate in mondi in crisi di cui possiamo determinare il futuro e di cui scopriamo il passato attraverso una narrazione incompleta e frammentaria.
Elden Ring riunisce anni di affinamento e arricchimento di questa formula, aggiungendo ulteriori elementi tra cui un’esplorazione libera (open world, cioè “a mondo aperto”). Ma affinamento e arricchimento non hanno sempre giovato alle opere di FromSoftware. Nel tempo la serie Dark Souls, che è il principale riferimento di Elden Ring, è cresciuta in modi a volte disordinati e si è incentrata su meccaniche di combattimento ormai standardizzate: quasi tutte le situazioni vengono risolte imparando a memoria i movimenti dei nemici per schivarne gli attacchi e per colpirli quando hanno la guardia abbassata. Se uno scontro si rivela troppo difficile possiamo andare altrove e combattere contro altri avversari per poi tornare con nuove armi e con un personaggio “cresciuto di livello”, cioè diventato più potente grazie alla raccolta di “punti esperienza” ottenuti sempre combattendo. Una possibilità che Elden Ring amplia con il suo mondo liberamente esplorabile, che più che una novità assoluta è uno sviluppo di come l’ambientazione di alcuni di questi videogiochi è stata costruita sin dal primo Dark Souls.
Elden Ring di FromSoftware e Bandai Namco Entertainment è disponibile per PC, PlayStation 4 e 5, Xbox One e Xbox Serie S e Serie X.

https://it.bandainamcoent.eu/elden-ring

2. GHOST ON THE SHORE

Ghost on the Shore di like Charlie e Application Systems Heidelberg

Lo studio like Charlie si era fatto notare nel 2018 con il piccolo videogioco gratuito Marie’s Room. È da poco uscita la sua prima opera commerciale, Ghost on the Shore, un’avventura esplorativa e investigativa con visuale in soggettiva parte di quel genere chiamato simulatore di passeggiata (walking simulator) perché privo di meccaniche a parte guardare, manipolare oggetti, leggere, a volte scegliere cosa dire in un dialogo e, soprattutto, camminare. Colta da una tempesta mentre è in mare sulla sua barca, una donna si trova su un piccolo arcipelago un tempo abitato ma ora deserto, inizia a sentire nella testa la voce di un fantasma con cui può parlare e decide di indagare su cosa sia successo in questo posto. Ci sono bivi narrativi e finali multipli determinati da alcune nostre scelte e da come ci poniamo nelle conversazioni con lo spettro che ci accompagna e che all’inizio del gioco ha perso quasi completamente la memoria, ma Ghost on the Shore è comunque un’esperienza breve (può essere completata in circa tre ore) e con un percorso piuttosto lineare. Inoltre, il suo intreccio non è particolarmente complesso o imprevedibile e molti aspetti della caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi sono trattati solo superficialmente. Per quanto Ghost on the Shore, come Marie’s Room, parli di differenze sociali e di povertà, la storia si concentra alla fine solo su vicende personali e familiari, cioè sull’identità in vita del fantasma con cui la protagonista dialoga, senza inserirle in uno scenario storico, sociale ed economico che possa davvero contestualizzarle e problematizzarle.
Ghost on the Shore di like Charlie e Application Systems Heidelberg è disponibile per PC e Mac.

https://www.likecharlie.com/ghost-on-the-shore

3. MARTHA IS DEAD

Martha Is Dead di LKA e Wired Productions

Con il suo The Town of Light del 2016, lo studio italiano LKA ha raccontato il trattamento dei pazienti psichiatrici (e soprattutto delle pazienti) in Italia prima della legge Basaglia del 1978, facendoci esplorare attraverso una visuale in soggettiva la riproduzione digitale dell’ex ospedale psichiatrico di Volterra. The Town of Light è un’opera con una certa forza ed è piena di buone intenzioni e buone premesse, ostacolate però da problemi nel design delle meccaniche di gioco, da una narrazione confusa e dall’infelice scelta di avvicinarsi al genere horror. Il nuovo lavoro di LKA, il thriller psicologico Martha Is Dead, ripete gli stessi errori e anzi li estremizza, dando una rappresentazione orrorifica e miserabile del disturbo mentale in un racconto che è tanto sgangherato quanto stereotipato e che vuole scioccare e stupire a tutti i costi. Ma in Martha Is Dead resta di The Town of Light anche una certa attenzione al dettaglio storico, alla ricostruzione fotorealistica di luoghi reali (l’ambientazione è la Toscana durante la Seconda Guerra Mondiale) e alla fisicità del personaggio principale. È soprattutto Interessante, seppur alla fine poco sfruttata, la possibilità di scattare e sviluppare fotografie con una macchina fotografica e un procedimento che imitano, semplificandoli, quelli dell’epoca. Peccato che il videogioco non proponga un modo semplice per esportare e salvare le fotografie realizzate, limitando le sue potenzialità come strumento per la virtual photography (cioè per la pratica fotografica realizzata all’interno di videogiochi).
Martha Is Dead di LKA e Wired Productions è disponibile per PC, PlayStation 4 e 5, Xbox One e Xbox Serie S e Serie X.

https://wiredproductions.com/games/martha-is-dead

4. SUPER DUNGEON MAKER

Super Dungeon Maker di FIRECHICK e rokaplay

Nel 2015 Nintendo pubblicò sulla sua sfortunata console Wii U Super Mario Maker, uno strumento per creare e condividere livelli personalizzati basati sullo stile di quelli della serie Super Mario Bros. Molte persone vorrebbero che fosse disponibile qualcosa di simile ma basato su un’altra serie della compagnia giapponese, The Legend of Zelda, e a queste richieste risponde Super Dungeon Maker, pur senza alcun riferimento ai marchi di Nintendo. Super Dungeon Maker ci permette di creare e condividere online dungeon (cioè labirinti pieni di puzzle da risolvere, oggetti da trovare e nemici da sconfiggere) con uno stile che richiama soprattutto quello di The Legend of Zelda: Link’s Awakening, uscito originariamente su Game Boy nel 1993. Il software è al momento in “accesso anticipato”, cioè è stato rilasciato in una versione non definitiva mentre è ancora in sviluppo, ma già permette di realizzare livelli funzionanti e con una certa complessità e pensiamo che le sue limitazioni maggiori non verranno comunque risolte andando avanti. È, prima di tutto, una piattaforma chiusa: possiamo sfruttare solo le risorse incluse in Super Dungeon Maker e tutto quello che creiamo resta al suo interno. Poi un simile strumento non ci sembra adeguato a restituire l’esperienza di The Legend of Zelda, perché la forza della serie di Nintendo non è solo nei suoi singoli dungeon e nei loro puzzle (puzzle diventati centrali tra l’altro solo a partire proprio da Link’s Awakening), ma anche nel modo in cui questi livelli, invece di essere presentati in una sequenza discontinua, sono parte di un unico grande mondo da esplorare.
Super Dungeon Maker di FIRECHICK e rokaplay è disponibile per PC in Accesso Anticipato e uscirà in versione definitiva anche su Nintendo Switch.

https://www.rokaplay.com/super-dungeon-maker

5. UNBINARY

Unbinary di Ludact

Nel videogioco in realtà virtuale Unbinary dobbiamo mettere alla prova una intelligenza artificiale. Nella pratica, questo vuol dire superare una serie di livelli, brevi escape room di cui trovare l’uscita sfruttando meccaniche che vengono sbloccate mentre proseguiamo nel gioco e che sono incentrate sulla possibilità di cambiare l’identità del personaggio principale e, con essa, ciò che può fare e come viene avvertito.
I puzzle che incontriamo non sono mai particolarmente complicati, e Unbinary è interessato più a ragionare sul significato delle meccaniche che propone che a sfruttarne fino in fondo le potenzialità ludiche. L’opera infatti mostra, seppur in modo un po’ semplicistico soprattutto nella sua risoluzione, come le intelligenze artificiali, le simulazioni che troviamo nei videogiochi e alla fine l’intera informatica ripropongano i pregiudizi e la violenza delle nostre società. Notevole lo stile grafico: il mondo virtuale di Unbinary ha l’aspetto di uno schizzo disegnato e animato a mano ma tridimensionale. Una rappresentazione visiva lontana da come normalmente ci immaginiamo la realtà virtuale e allo stesso tempo realizzata proprio in realtà virtuale, con il software di illustrazione e animazione Quill by Smoothstep, che è disponibile per visori Rift e Rift S. Con Quill, nato all’interno di Oculus Story Studio, è stato realizzato anche il cortometraggio Dear Angelica, considerata la prima opera di animazione disegnata direttamente dentro la realtà virtuale. Unbinary di Ludact è disponibile su PC (usando visori per la realtà virtuale compatibili) e su Meta Quest e Meta Quest 2 (cioè sui visori precedentemente chiamati Oculus Quest e Oculus Quest 2).

https://www.oculus.com/experiences/quest/4281519998581593/

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.