Una guida museale in chat. A Parigi il Pompidou lancia il chatbot con intelligenza artificiale

Il museo parigino ha da poco lanciato lo strumento digitale pensato per il proprio pubblico. Attraverso uno smartphone, i visitatori potranno conoscere storia e aneddoti delle opere delle collezioni del museo e chiedere ulteriori curiosità

Renzo Piano & Richard Rogers, Centre Pompidou, Parigi
Renzo Piano & Richard Rogers, Centre Pompidou, Parigi

Una guida pensata per i più giovani, ma fruibile da tutti i target di pubblico per rendere la visita al museo gradevole e divertente, ma allo stesso tempo istruttiva. Così è stato concepito il nuovo servizio offerto dal Centre Pompidou di Parigi ai suoi visitatori, un chatbot che, in lingua francese e inglese (presto anche in spagnolo) e grazie all’intelligenza artificiale, consente di esplorare le collezioni del museo francese, analizzandone e proponendo contenuti speciali di 113 opere.

IL CHATBOT DEL CENTRE POMPIDOU

Elaborato dalla società specializzata nello sviluppo di strumenti digitali pensati per le istituzioni culturali Ask Mona, il chatbot del Centre Pompidou è uno strumento gratuito la cui promozione rientra nell’ambito della strategia digitale del museo mirata alla creazione di nuovi canali di comunicazione con il pubblico. Per accedere al servizio, il visitatore dovrà semplicemente scattare una foto all’opera di interesse, che viene così riconosciuta dall’intelligenza artificiale. A questo punto l’utente ha accesso a contenuti esclusivi – tra cui podcast e video – che raccontano storia e aneddoti dell’opera, oltre ad avere la possibilità di chiedere al chatbot ulteriori curiosità. Il chatbot, inoltre, risponde agli utenti anche in caso di richiesta di informazioni pratiche come tariffe, orari di apertura, programmi, attività per bambini e persino su come ritrovare oggetti smarriti.

CHATBOT E MUSEI IN ITALIA

Nel corso dell’ultimo anno, in Italia alcuni musei hanno adottato la tecnologia del chatbot per dare vita a un dialogo speciale con i propri visitatori, invitandoli addirittura a intrattenere conversazioni via chat con maestri del passato e capolavori. È il caso di Michelangelo AI, strumento messo a disposizione dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze realizzato da Querlo, Customized Artificial Intelligence Solutions che permette, collegandosi sul sito web dell’Opera di Santa Maria del Fiore, di avviare una chat con Michelangelo. Sempre Querlo, recentemente, ha sviluppato il chatbot della Galleria dell’Accademia di Firenze, Chatta col David, che consente agli utenti di fare una chiacchierata con il celeberrimo David di Michelangelo.

– Desirée Maida

www.centrepompidou.fr/en/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.