In chat con Michelangelo. Il progetto promosso dall’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze

In collaborazione con Querlo, Customized Artificial Intelligence Solutions, l’Opera di Santa Maria del Fiore ha realizzato una chat che consente di avviare una conversazione con Michelangelo Buonarroti. E l’artista risponde a qualsiasi vostra domanda!

Restauro della Pietà di Michelangelo detta Pietà Bandini o dell’Opera del Duomo, Museo dell’Opera del Duomo, Firenze Courtesy: Opera di Santa Maria del Fiore, foto Claudio Giovannini
Restauro della Pietà di Michelangelo detta Pietà Bandini o dell’Opera del Duomo, Museo dell’Opera del Duomo, Firenze Courtesy: Opera di Santa Maria del Fiore, foto Claudio Giovannini

Quanto volte, visitando un museo o leggendo un libro di storia dell’arte, se aveste avuto la surreale possibilità, vi sarebbe piaciuto chiedere ai grandi artisti del passato curiosità sui capolavori che hanno realizzato? Naturalmente stiamo parlando di chimere, o forse no: da oggi infatti è possibile conversare via chat con Michelangelo Buonarroti. Vi sembra una bufala? Vi assicuriamo che non lo è!

MICHELANGELO AI, IL NUOVO PROGETTO DELL’OPERA DI SANTA MARIA DEL FIORE

Chattare con Michelangelo è possibile grazie al progetto promosso dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze con Querlo, Customized Artificial Intelligence Solutions – società con base a New York che aiuta le istituzioni culturali e le aziende ad avviarsi alla digitalizzazione attraverso le più sofisticate tecnologie – che hanno realizzato un Michelangelo virtuale utilizzando l’Intelligenza Artificiale. Michelangelo AI è uno strumento educativo fruibile gratuitamente, una chat che potrete trovare sui siti https://duomo.firenze.it/it/home (cliccando sul tasto MICHELANGELO AI) o su https://www.querlo.com/michelangelo. Una volta aperta la chat, Michelangelo darà avvio alla conversazione presentandosi e chiedendo il vostro nome e come state, proprio come avviene quando si chatta tra amici. Potrete chiedergli informazioni sulle sue opere, e vi risponderà inviandovi inoltre in allegato le immagini dei capolavori da lui realizzati. E poi, perché no, potreste anche porgli domande sulla sua vita e su come trascorreva la sua quotidianità, chiedendogli per esempio quale fosse il suo piatto preferito. I contenuti di Michelangelo AI sono stati curati da uno staff di storici dell’arte dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze guidato da Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze, che ha spiegato come “le restrizioni globali hanno avuto un impatto devastante, impedendo alle persone di poter visitare città preziose come la Firenze di Michelangelo. Riportare in vita Michelangelo riduce questo divario, permettendo a visitatori virtuali di avvicinare uno dei grandi spiriti della nostra civiltà, di dialogare di arte e di vita con lui, di scoprire attraverso lui un equilibrio diverso, al contempo antico e, per i nostri contemporanei, nuovo”.

Pietà di Michelangelo detta Pietà Bandini o dell’Opera del Duomo, PARTICOLARE DEL VOLTO, Museo dell’Opera del Duomo, Firenze Courtesy: Opera di Santa Maria del Fiore, foto Alena Fialová
Pietà di Michelangelo detta Pietà Bandini o dell’Opera del Duomo, PARTICOLARE DEL VOLTO, Museo dell’Opera del Duomo, Firenze
Courtesy: Opera di Santa Maria del Fiore, foto Alena Fialová

MICHELANGELO E L’OPERA DI SANTA MARIA DEL FIORE DI FIRENZE

L’Opera di Santa Maria del Fiore fu il committente di alcune delle opere più celebri di Michelangelo, il David e il San Matteo, e inoltre conserva nel suo Museo una delle tre Pietà realizzate dall’artista, ovvero la Pietà Bandini o Pietà dell’Opera del Duomo. Scopo di Michelangelo AI è anche quello di far conoscere i monumenti dell’Opera di Santa Maria del Fiore (Cattedrale di Firenze, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto, Cripta di Santa Reparata e Battistero), coinvolgendo il pubblico nelle iniziative di restauro, come quello che in futuro vedrà protagonisti i mosaici del XIII secolo della Cupola del Battistero: “questo è un sogno che si avvera”, commenta Francesco Rulli, amministratore delegato di Querlo LLC. “Sfruttando il potere dell’Intelligenza Artificiale personalizzata, siamo in grado di catturare lo ‘spirito’ di Michelangelo, offrendo la possibilità a tutti di interagire personalmente con quest’antico maestro e far conoscere e contribuire alle attività di restauro del patrimonio dell’Opera di Santa Maria del Fiore”.

– Desirée Maida

www.duomo.firenze.it
www.querlo.com

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AutoreMichelangelo Buonarroti
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.