3 app che raccontano scenari alternativi per artisti e opere

Qui trovate la recensione di 3 app per dispositivi mobili che trattano l’arte e gli artisti in maniera alternativa. Nel senso che immagino scenari diversi da quelli reali, adottando l’espediente noto come “what if”. Pronti a sperimentare?

E se quell’artista, anziché vivere una vita d’inferno, fosse stato un tranquillo impiegato? Saremmo disposti a rinunciare all’arte che ha prodotto? E se facessimo le opere rinchiuse nei depositi? E se invece le organizzassimo come in un menu? Ecco tre app che hanno preso sul serio scenari del genere.

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #59

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1. FORGETTER: LA VITA IN CAMBIO DELL’ARTE

Forgetter

Un collettivo di artisti affiancato dall’azienda hi-tech Mindjob si è interrogato sulle vite di grandi artisti del passato, partendo dal presupposto che abbiano avuto una vita turbolenta che li ha portati a esprimere la loro creatività e a farli diventare nomi riconosciuti. Premessa a parte, che può essere discutibile o non condivisibile, il gioco presenta numerose vite di artisti scelti ad hoc, ponendo al pubblico la domanda se sia lecito ricucire la loro vita traumatica, liberandoli dalla sofferenza ma anche privando il mondo della loro arte, o lasciando ai giocatori la decisione di lasciar scorrere il tempo senza interferire. Nei panni del 114esimo “Forgetter”, il giocatore entra in un vero e proprio paesaggio mentale, uno per ogni artista presentato, per esplorare le menti creative o distruggere letteralmente tutto ciò che riguarda i loro ricordi traumatici, e le loro opere d’arte, e in un certo qual modo “liberandoli”.

free in early access
Steam per Windows, supporto VR
@forgetter_thegame

2. STORIES FROM STORAGE: LIBERIAMO LE OPERE DAI DEPOSITI

Stories from Storage

Il Cleveland Art Museum ha scelto una meravigliosa strategia per avvicinare il pubblico alla propria collezione: ha lanciato una serie di audioguide liberamente scaricabili dalla app del museo, creando un percorso museale del tutto inedito, partendo dalle opere che non sono esposte ma fanno parte del deposito, e l’ha chiamata Stories from Storage. I percorsi sono stati curati da Nadia Fellah, curatrice associata interna al museo, che ha preso ispirazione dal parallelismo fra le persone chiuse in casa e le opere chiuse nel deposito e che, per le ragioni che conosciamo, non trovano degna esposizione nelle gallerie museali. Il percorso virtuale è suddiviso in sale e ciascuna di esse racconta una storia differente, che potrete ascoltare mentre visitate l’esposizione sull’app del museo.

free
iOS, Android
www.clevelandart.org

3. ZUZEUM ART PREVIEW: QUANDO LE OPERE SONO PIATTI IN UN MENU

Zuzeum Art Preview

Inaugurato a settembre 2020, il centro d’arte Zuzeum di Riga ospita una collezione privata permanente di oltre 20mila opere d’arte lettoni. Quando il lockdown ha costretto a chiudere i battenti, Zuzeum ha collaborato con una delle principali app di food delivery, Wolt, per creare uno speciale profilo di “ristorante”: Zuzeum Art Preview. Le opere d’arte sono suddivise in antipasti, piatti e dessert, mentre gli utenti che decidono di “ordinare” si vedono consegnare a domicilio guide turistiche, insieme ai biglietti per visitare il museo quando sarà nuovamente aperto. “Dopo un anno di chiusura, musei e gallerie sono ancora alla ricerca di modi per raggiungere le persone”, ha spiegato Ieva Zībārte, responsabile delle mostre allo Zuzeum. “Le collezioni dei musei devono essere in luoghi in cui le persone si incontrano. In passato, l’arte spesso irruppe nell’ambiente urbano. Ora tendiamo a vivere nelle nostre città digitali e c’è posto per l’arte in questo nuovo regno”.

free
iOS, Android
www.zuzeum.com

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.