Che suono fa un’opera d’arte? A svelarlo è il progetto di Analema Group per National Gallery X

KIMA: Colour in 360 ha tradotto i dati delle opere di van Eyck, Monet e Van Gogh in nuovi suoni e colori. Condensandoli in un’esperienza immersiva che potete fare tramite il vostro smartphone.

KIMA Colour in 360, National Gallery
KIMA Colour in 360, National Gallery

Mentre la National Gallery di Londra ha riaperto i battenti a luglio, restano validi gli sforzi compiuti durante il lockdown, per dirottare la ricerca verso le piattaforme digitali, con risultati curiosi. Come nel caso del progetto sperimentale di Analema Group, sviluppato per National Gallery X (NGX), il programma partito a settembre 2019 con il supporto di Google Arts and Culture per indagare il modo in cui le nuove tecnologie trasformeranno l’esperienza culturale e artistica nei decenni a venire. Ciò che ha creato il collettivo con sede a Londra, formato dall’artista e poetessa Evgenia Emets, dallo specialista in sound design Alain Renaud e dall’artista Oliver Mag Gingrich è un’esperienza multisensoriale che riesce a estrapolare impressioni sonore e visive da alcuni celebri dipinti conservati all’interno della collezione del museo londinese. Il suo nome è KIMA: Colour in 360.

 

KIMA: COLOR IN 360

Il termine “Kima” proviene dal greco e significa “onda”. Per produrre quest’ultimo progetto, Analema Group ha lavorato in sinergia con esperti di algoritmi e dati del King’s College di Londra, oltre che con i curatori della National Gallery, analizzando il Ritratto dei coniugi Arnolfini di van Eyck, Le ninfee al tramonto di Monet e Campo di grano con cipressi di Van Gogh. Un’analisi interdisciplinare che gli ha permesso di giungere a una comprensione più profonda di queste opere, attraverso la lente scientifica; il secondo passo, invece, è stato trasformare questi dati in segnali luminosi e sonori.

KIMA: COLOR IN 360. L’ARTE NEL FUTURO

La vicenda del coronavirus ha innescato un processo di accelerazione sulla nascita di nuove tendenze”, ha affermato Ali Hossaini, condirettore di NGX. “Per 200 anni, la National Gallery ha accolto il mondo intero attraverso le sue porte, poi è successo l’inimmaginabile. Abbiamo dovuto portare la National Gallery nelle case delle persone. Analema ci ha offerto una possibilità sconfinata per meditare sull’essenza della pittura”. Il risultato lo trovate su Youtube a questo link.  Per garantire un’esperienza ottimale, si consiglia di interagire con il video utilizzando l’app YouTube dallo smartphone e indossando le cuffie. Non dimenticate di spostare il telefono per esplorare il video.

– Giulia Ronchi

www.nationalgallery.org.uk 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.