3 app che aiutano a vedere e a sentire

Tendono la mano a utenti con limitazioni visive e uditive le tre app proposte da Simona Caraceni. Dimostrando che la tecnologia è una risorsa da usare al meglio.

1. SAMSUNG GOOD VIBES

Samsung Good Vibes

L’accessibilità è un pianeta che ho studiato per molti anni e sono sempre rimasta insoddisfatta per le soluzioni che via via vengono proposte per aggirare il problema o per tentare non di risolverlo, ma di “metterci una pezza”. Ci prova anche Samsung, ma in una maniera che non credevo potesse promettere tanto, sia per semplicità di utilizzo, diffusione ed economicità di scala della piattaforma, sia per come sfrutta le tecnologie in modo estetico. Samsung Good Vibes è in aiuto di chi è cieco, o meglio sordo-cieco, permettendo di comunicare, in una certa qual maniera, con lo smartphone. Si appoggia al codice Morse ma permette le interazioni in linguaggio mediato, traducendo anche quel linguaggio in maniera comprensibile per chi ha imparato a vedere e sentire e per il quale certe aree del cervello preposte alla comunicazione funzionano in modo diverso. Promette di consentire un uso completo di uno smartphone. Ma soprattutto promette ai sordo-ciechi una via di comunicazione. Tommy avrebbe giocato meglio a flipper, secondo voi?

https://www.samsung.com/it/apps/galaxy-store/
free
Samsung Galaxy

2. SUBPAC

Subpac

L’artista sordo per eccellenza è stato Beethoven, ed è sempre strabiliante pensare a tutta quella musica immaginata e mai ascoltata dal suo stesso compositore. La realtà virtuale associata ai wearable gli sarebbe stata di grande aiuto, come a tutti quegli artisti che vorrebbero esplorare meglio il suono. Subpac è un nuovo device in grado di trasformare le vibrazioni create dai suoni in una sensazione tattile, promettendo risultati davvero sbalorditivi. Si percepisce il suono attraverso il tatto, ma anche grazie a interfacce aptiche che stimolano aree particolari del corpo, e a livello delle ossa, soprattutto grazie al fatto che il device non rappresenta e riproduce solo le frequenze dell’udibile umano, ma anche altre frequenze che non sentiamo ma forse percepiamo in altre zone sensibili.

http://subpac.com/
€ 339
home studio virtual reality systems gaming music phones / tablets bluetooth

3. RELUMINO

Relumino

Relumino permette una visione, in esterno e in tempo reale, agli ipovedenti, anche molto gravi, grazie al potere della tecnologia. Abbinato al visore della Gear, permette consente un’annotazione artificiale dell’immagine, migliorando contorni, virando colori, saturazioni, luminosità e altro ancora. Grazie a banche dati descrittive e intelligenza artificiale, e soprattutto grazie alla velocità delle Reti che permettono un dialogo di così tanti dati in tempo reale, la visione potrebbe essere migliorata anche per chi ha occhi di falco, permettendo una nuova lettura delle immagini. Chissà se le banche dati sono anche tarate sulle opere d’arte, per permettere un corretto riconoscimento dell’immagine. Ma soprattutto la semplicità di utilizzo rischia di rendere Relumino la killer application che farà abbandonare gli occhiali all’intero Pianeta.

https://www.samsungrelumino.com/
free
Samsung Gear

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #53

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci NetMagazine poi MagNet, la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS ed il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, ed in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. E' M. Phil. in Technology e Ph.D. Researcher in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM, fa parte dell'Executive Board di AVICOM ed è Coordinatore della Commissione Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia. Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design.