Il critico di moda Angelo Flaccavento debutta come artista. Da Marsèll Paradise a Milano

Il giornalista, critico e curatore di moda debutta come artista in una mostra a Milano in cui sono esposti disegni e miniature

I disegni di Angelo Flaccavento in mostra da Marsèll Paradise a Milano
I disegni di Angelo Flaccavento in mostra da Marsèll Paradise a Milano

Osvaldo Cavandoli che prende un caffè al bar di Pompei con Alexander Calder, disegnando su un tovagliolo gli affreschi pornografici che ha appena visto è l’immagine più forte che evoca Le avventure di Ubi M., progetto di debutto nel panorama artistico di Angelo Flaccavento. Considerato una delle voci di critica di moda più influenti, columnist per The Business of FashionIl Sole 24 Ore e D, Flaccavento da sempre porta avanti una ricerca sul disegno e l’illustrazione firmandosi come poeticallypunk, diventata preponderante negli ultimi due anni pandemici.

ANGELO FLACCAVENTO IN MOSTRA A MILANO

“I miei disegni sono atti di automatismo grafico. Nascono come improvvisi nella tenzone con il foglio bianco, e prendono la forma di porno per bambini: vagamente simbolico e decisamente sfacciato. Il sesso maschile – lo chiamo minchia senza troppo girarci intorno, beata per di più, da cui l’acronimo Ubi M. – è glorificato e santificato in ogni sua forma, dotato di vita propria e di insaziabili appetiti. È lui il protagonista ricorrente, che lo si veda o meno”, dichiara Flaccavento in una nota che racconta di questa piccola e preziosa esposizione. Le avventure di Ubi M. è una raccolta di disegni e miniature, che nasce come un’azione patafisica, narrando le avventure del suo straripante protagonista in un’epopea burlesca tra erotismo, gioco e immaginazione. Ubi infatti si muove tra le parole di libri da cui partono voli, grafismi, dissolvenze e fuochi di passione in un viaggio tra segno, parola e colore in cui il personaggio si declina in mille varianti. Nate dalla tensione del pennino sulla carta ruvida per poi dissolversi in languide macchie di inchiostro, come in un processo liberatorio che diventa un automatismo e che sembra raccogliere le spire dell’inconscio dello stesso autore. La visione poetica e allo stesso scanzonata, racconta l’intento dell’autore che ama offrire attraverso inchiostro sumi, Ecoline, pastello a olio e puntasecca su carta di cotone, una possibilità di infinita di interpretazione ad ogni immagine, come in un gioco psicologico.

L’IMMAGINARIO DI ANGELO FLACCAVENTO

In questa concezione sembra richiamare l’opera del maestro del teatro sperimentale Alfred Jarry, nella saga in più atti del suo personaggio Ubu con cui c’è anche un’assonanza di nome, considerata la pietra di fondazione del teatro novecentesco. Infatti è proprio Ubu attraverso la sua irriverenza a spazzare via convenzioni secolari di buon gusto e decoro, per proporre un’idea di teatro onirico e spregiudicato, influente per le avanguardie, il dada, e i capolavori dell’assurdo. In questa selezione di una produzione continua e quasi ossessiva Flaccavento propone attraverso un immaginario goliardico, una forma di irriverenza concepita come dicotomia intellettuale. Le sue silhouette cariche di una sessualità spensierata e fanciullesca, sembrano affondare le radici nei marginalia medioevali, colta espressione spesso licenziosa e liberatoria dei monaci e copisti di quel tempo.

– Alessio de’ Navasques

Milano // dal 21 al 31 marzo 2022
Angelo Flaccavento – Le avventure di Ubi M.
Marsèll Paradise
Via privata Rezia, 2

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Alessio de'Navasques
Critico e curatore, ha orientato la sua ricerca sulle intersezioni tra moda e arte contemporanea, collaborando con istituzioni locali e straniere, musei e gallerie private. Ha fondato A.I. Artisanal Intelligence - di cui è direttore creativo - concepito come una piattaforma dedicata alle forme innovative di artigianato ed espressione artistica, ai nuovi talenti e alla riflessione e alla riscoperta dell’heritage di realtà storiche italiane. Tra i progetti più recenti: nel 2019, ha curato la mostra personale di di Jeff Bark "Paradise Garage" al Palazzo delle Esposizioni di Roma, la prima esposizione in Italia del fotografo americano e la mostra “Anton Yelchin - Provocative Beauty”, negli spazi rinnovati di Palazzo Brancaccio a Roma. Nel 2020 - 21 ha collaborato alla realizzazione della mostra ROMAISON, dedicata al rapporto tra moda e costume, ospitata negli spazi del Museo dell’Ara Pacis, a Roma e alla realizzazione della performance “Embodying Pasolini” di e con Tilda Swinton e Olivier Saillard. Nel 2021 ha curato la mostra “Il Grande Gioco” dedicata alla riscoperta di Anna Paparatti, artista e figura di raccordo nella Roma degli anni Sessanta e Settanta, tra arte e moda e la mostra “Lazio, Land of Cinema - The Land of Magic Handcraft”, per il Padiglione Italiano di Expo Dubai. Scrive regolarmente per le testate: I-D,Vogue, Dust e Artribune. È docente e visiting lecturer presso: Università La Sapienza, NABA, 24 Ore Business School, Treccani Academy.