Samuele Mazza, lo stilista-scrittore che vuole rilanciare la Sicilia

Dalla moda al design passando per l’editoria, Samuele Mazza, di origini siciliane, ha trovato nella Val di Noto uno scrigno di bellezze e risorse tutte da valorizzare. Lo abbiamo intervistato.

Samuele Mazza - Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)
Samuele Mazza - Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)

Stilista pienamente immerso nella temperie modaiola Anni Ottanta, autore di libri sulle figure chiave del fashion system italiano, curatore di mostre ‒ e relativi cataloghi ‒ su temi disparati (dalla rilettura ironica del Bauhaus all’estetica felliniana), fondatore ed ex direttore artistico del marchio di luxury design Visionnaire, designer prolifico per aziende del livello di La Murrina, Rivolta e Colombostile. È complicato incasellare in una categoria Samuele Mazza, creativo che ha fatto della poliedricità il marchio di fabbrica di una lunga carriera divisa tra moda, arte e décor. Lui si definisce un inguaribile curioso, ed è stata forse l’innata propensione alla ricerca di nuovi stimoli, insieme alla volontà di tornare nella sua terra (è nato infatti a Palma di Montechiaro) a spingerlo a trasferirsi a Noto, contribuendo a quella sorta di rinascimento che, da alcuni anni, sembra riportare agli antichi fasti la culla del Barocco siciliano.

I LIBRI DI SAMUELE MAZZA

Tra le sue più recenti pubblicazioni troviamo, non a caso, il volume Sicilia. Noto, dentro e fuori, un reportage fotografico di ville, residenze, masserie e palazzi che contribuiscono a definire lo straordinario paesaggio urbano locale. A questo libro diventato iconico per la valorizzazione del territorio è seguito un altro titolo, Ettari di nettari, uscito pochi mesi fa. Un legame, quello con la cittadina patrimonio dell’Unesco e in generale con l’isola, viscerale, come si evince dalle parole di Mazza che, nell’intervista, ripercorre le tappe fondamentali di un percorso dipanatosi nel segno della creatività.

Samuele Mazza
Samuele Mazza

INTERVISTA A SAMUELE MAZZA

È possibile individuare un filo conduttore nel suo lavoro?
Sicuramente c’è un fil rouge nel mio mondo professionale, direi anche nel modo di vedere le cose. In famiglia sono stato da subito abituato ed educato alla qualità, fin troppo forse. A ogni modo ho sempre fatto scelte che mi ispirassero, guidandomi verso non tanto il lusso (termine che non amo) ma l’unicità, la ricerca di un’estetica che, a volte, poteva magari risultare estrema o barocca; d’altronde, come tutti i siciliani, ho visto e respirato tutto ciò fin dalla nascita.

Come e quando è nato Visionnaire?
Ho fondato Visionnaire di ritorno da New York. In realtà sono arrivato al marchio in modo contorto, da un ristorante aperto con altri soci, lo Chandelier, che era anche un emporio, un brocantage se vogliamo; visto il successo che riscuotevano gli oggetti in vendita, ho deciso di sdoppiare l’attività, aprendo un negozio a Milano, su viale Regina Margherita, chiamato appunto Visionnaire, nome scelto perché adoravo la rivista eponima e mi sentivo un visionario. Il brand è nato come un esperimento, cresciuto poi grazie alla partnership con la società Ipe Cavalli, cui alla fine ho ceduto la proprietà. È stato un progetto che ha avuto una forte crescita, soprattutto su alcuni mercati, ma l’attività era diventata assai impegnativa e sentivo di volermi dedicare ad altro e di aver concluso un percorso.

Samuele Mazza - Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)
Samuele Mazza – Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)

LA STORIA DI SAMUELE MAZZA

Ha lavorato con numerose aziende, nella moda come nel design.
Alcune mi hanno dato davvero tanto, specialmente nella moda, penso a Corneliani, al gruppo Firenze Eurotessile, soprattutto a Gerard, boutique fiorentina di culto negli Anni Settanta e Ottanta. Quest’ultima è stata l’esperienza più importante, mi ha fatto scoprire capacità che non sapevo di possedere, ho iniziato lì ad affinare il mio codice estetico, cominciando un percorso nella moda, rimanendoci fintanto che è stata legata all’arte, all’espressività. Quando alla fine è diventata mero prodotto ho lasciato, nonostante il successo; mi sentivo scarico, avevo la necessità di cambiare, così sono partito per gli Stati Uniti.

Quali sono state le esperienze a cui è più legato?
Oltre a Gerard cito quelle con marchi fashion come Gucci e Trussardi, quindi la successiva collaborazione nell’editoria con Mondadori, Electa, Leonardo Arte: i libri sviluppati insieme hanno rappresentato un’esperienza formativa eterna, in un certo senso, perché i libri, a differenza dei prodotti, ci sopravvivono. E poi Visionnaire, ovviamente.

A un certo punto ha realizzato una linea outdoor.
Sentivo il bisogno di luce, di mare, vivendo a Milano ho pensato di ovviare e di rendere meno dolorosa questa mancanza realizzando una collezione per l’esterno; del resto mi considero un sunseeker alla costante ricerca di sole e bellezza, che ritrovo proprio nella luce. La mia linea è prodotta da DFN, storica azienda di Fano: sono gli unici a declinare il su misura nell’outdoor, garantendo una qualità altissima.

Samuele Mazza - Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)
Samuele Mazza – Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)

SAMUELE MAZZA E LA SICILIA

Che rapporto ha con la sua Sicilia?
È stato a lungo un rapporto di privazione. Ci sono nato, ma quand’ero bambino la mia famiglia è stata costretta a lasciarla. La voglia di tornare, però, continuava a ripresentarsi, lo facevo ogni volta che potevo, cercando un luogo ideale che non poteva essere Palma di Montechiaro, dove sono nato; troppi ricordi e vincoli, perlopiù mentali, sebbene lo adori, è la città d’elezione dei Tomasi di Lampedusa, da loro fondata e in gran parte costruita.
Per me Sicilia significa radici, è tutto ciò che ho visto e vissuto durante l’infanzia, poi mi è stato tolto e ora me lo sono ripreso. Oggi immagino un’isola diversa, moderna, come avevo già fatto nella moda, citandola a modo mio. E nell’arredamento è lo stesso: il mio stile è una mistura in cui confluiscono Barocco, rock, viaggi, cultura, la visione che ho delle cose.

Alla fine è approdato a Noto.
Era tra le poche località siciliane ancora non inflazionate, volevo un luogo antico da rendere moderno, perciò ho acquistato una prima casa col mio compagno, da lì si sono presentate altre opportunità, intanto cresceva una comunità di habitué che si ritrovavano magari a feste o eventi che organizzavamo, una specie di promozione per il solo gusto di farlo, senza strategie o altro. È stata Luisa Beccaria a consigliarmi di venire qui, l’ho fatto e ho avuto come un’illuminazione, realizzando che era questo il posto giusto, dove le suggestioni del presente si univano ai ricordi d’infanzia.

Samuele Mazza - Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)
Samuele Mazza – Ettari di nettari (Rizzoli, Milano 2021)

DAL BAROCCO AL VINO

Alla capitale del Barocco siciliano ha dedicato due libri. Cosa può dirci del più recente, Nettari di ettari?
Il primo libro sulla Val di Noto ha avuto successo e l’editore me ne ha chiesto un altro; mi è venuto in mente il nettare del titolo: non è solo una bevanda, piuttosto una cultura che esprime la luce, le montagne, le colline. Ci si concentra in genere sull’architettura siciliana, dal Barocco al Liberty, mi sembrava che nessuno avesse mai parlato della campagna e dei borghi locali, così ho pensato di colmare questo buco con un prodotto di qualità, prezioso, documentato, che elenca le migliori cantine. Il mio giudizio si basa sulle location, non sono un sommelier né un intenditore, anzi, ho preferito occuparmi di architettura legata al vino, di viaggi e itinerari destagionalizzati, di templi diversi da quelli più noti, consacrati al bere.

Cosa intende fare a Noto e, in generale, quali progetti ha per il futuro?
Magari una factory come quella warholiana, essendo a Noto parlerei anzi di fattoria, lavorando sul materiale meraviglioso che abbiamo. Ho diverse idee ma preferisco non correre troppo. Nel mio futuro vedo lo sviluppo del territorio, dal settore turistico a quello enogastronomico, così da educare sempre più persone alla qualità ed estetica siciliane. Inoltre vorrei puntare su Palermo, la considero una capitale del futuro, lo è stata sotto Federico II di Svevia e tornerà a esserlo; ora che si è finalmente liberata della mafia, restano dei rigurgiti, ma ce ne stiamo liberando, sono fiducioso.

Federico Poletti

Samuele Mazza ‒ Ettari di nettari
Rizzoli, Milano 2021
Pagg. 320, € 50
ISBN 9788891825360
https://www.rizzolilibri.it

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Federico Poletti
Eclettico, nomade e multitasking: questi sono gli aggettivi che meglio definiscono l’orizzonte creativo e professionale di Federico Poletti. Milanese di adozione, parte da una formazione accademica nell’arte (laureato in Conservazione dei Beni Culturali) per arrivare a una visione della moda come progetto multi-culturale, crossover fluido in cui si mixano estetiche differenti. Giornalista, curatore indipendente e globe trotter instancabile, Federico si aggira per le fashion week più remote a caccia di nuovi talenti e delle più svariate forme di creatività 5.0. Tra le ultime fatiche editoriali, in uscita il suo ultimo libro edito da Skira: Maglifico! 50 anni di straordinaria maglieria italiana.