A due anni dal centenario della sua fondazione, celebrato nel 2019, il Bauhaus è più che mai al centro del discorso pubblico. La presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha lanciato l’idea di un “New European Bauhaus”, un nuovo Bauhaus europeo dove architetti, artisti, ingegneri e studiosi di varie discipline possano lavorare insieme ragionando su come affrontare le sfide del presente, dalla pandemia in corso alla digitalizzazione e al cambiamento climatico. L’interdisciplinarietà e il lavoro di squadra erano, infatti, tratti distintivi del metodo educativo utilizzato nella scuola fondata e diretta da Walter Gropius, in cui i saperi artigianali delle Bauhütten, le gilde medievali delle arti e dei mestieri, incontravano le nuove tecniche di produzione industriale.

QUATTRO PILLOLE VIDEO SUL BAUHAUS

I punti di contatto tra il momento in cui il Bauhaus vide la luce, sulle macerie lasciate dalla Prima Guerra Mondiale e mentre l’influenza spagnola raggiungeva il suo picco in Europa, e il presente sono molteplici; e un generico bisogno di resilienza in una situazione difficile non basta a riassumerli, mentre l’eredità dello straordinario movimento innescato da Gropius e dai suoi sodali nella cultura contemporanea va ben oltre le questioni di metodo. MEET, il centro internazionale per la cultura digitale attivo a Milano dal 2018, va alla ricerca di queste radici in una serie dal titolo Bauhaus: l’edificio del futuro. A inaugurare il progetto sono quattro “pillole” video, in cui il filosofo e storico del design Aldo Colonetti – curatore, tra le altre cose, della mostra Bauhaus 100: imparare, fare, pensare allestita a Macerata due anni fa in occasione del centenario della scuola – evidenzia radici comuni e convergenze tra il Bauhaus e la cultura digitale.


– Giulia Marani

www.meetcenter.it

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Spazio espositivoMEET
IndirizzoViale Vittorio Veneto 2 - Milano - Lombardia
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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.