La rassegna ospitata dal Palais de la Porte Dorée di Parigi ripercorre la carriera trentennale di Christian Louboutin, trasformandosi in scrigno prezioso delle sue iconiche calzature.

Dinanzi alle vetrine della Stanza del Tesoro, che espone le scarpe più emblematiche di Christian Louboutin (Parigi, 1963), si stenta a credere che siano delle calzature fatte per camminare. È più facile pensare, infatti, che siano delle sculture e che il loro posto sia un museo più che una cabina armadio. Quale debba essere l’effetto, poi, di poter passeggiare con ai piedi dei pezzi di arte decorativa è qualcosa che non è dato sapere ai più. Alla stragrande maggioranza delle persone sarà concesso solo di sognare davanti a tanta bellezza, comprendendo a pieno il lavoro di uno dei geni del mondo della moda. Ogni singola opera è, infatti, un insieme di inventiva, originalità, fantasia, gusto, cura maniacale dei dettagli, materiali ricercati e sapere artigianale.
L’invito, quindi, è quello di immergersi, fino al prossimo 26 luglio, nel fervido mondo di Christian Louboutin, all’interno dell’acquario tropicale del Palais de la Porte Dorée a Parigi.
In questo edificio storico, costruito negli Anni Trenta in pieno stile Liberty, sarà possibile, infatti, ammirare la prima grande esposizione consacrata all’estro creativo dello stilista francese, le cui calzature dalla suola rossa, celebri in tutto il mondo, sono considerate un’icona della moda.

LA STORIA DI LOUBOUTIN

Il Palais della Porte Dorée è un luogo simbolico e importante per Christian Louboutin, cresciuto proprio nel dodicesimo arrondissement e che già da adolescente si sentiva profondamente ispirato dallo storico edificio. Entro queste mura, infatti, tra l’opulenza dei decori liberty, la ricchezza dei colori dei pesci tropicali e la diversità delle collezioni d’arte dell’Africa e dell’Oceania, ebbe uno dei suoi primi approcci all’arte, al decoro e alla creazione artigianale. “Mi sono immerso in tutti questi motivi ‒ astratti e figurativi ‒ ed essi hanno formato un repertorio inconscio di forme, colori e trame che non hanno mai smesso di influenzare la mia immaginazione”, ha spiegato lo stilista. Non stupisce, quindi, che una delle sue prime creazioni, del 1987, sia la calzatura Maquereau (sgombro), rivestita di squame e con una coda di pesce a fare da decoro. Tra queste vasche egli ebbe cosi la prima intuizione nel voler disegnare delle scarpe col tacco, a soli dodici anni, prendendo spunto da un cartello affisso in cui si vietava, appunto, di camminare con i tacchi alti. La sottile linea di contorno di quel disegno è qualcosa che resterà impressa per sempre nella sua mente.
Louboutin inizia, in seguito, la sua attività professionale, prima come stagista alle Folies Bergères e poi presso Charles Jourdan, che all’epoca fabbricava delle calzature per la Maison Christian Dior. Divenne, quindi, l’assistente personale del famoso Roger Vivier, scultore di formazione, che gli insegnò l’importanza della giusta linea e della lavorazione.

Christian Louboutin e Olivier Gabet © Courtesy of Christian Louboutin
Christian Louboutin e Olivier Gabet © Courtesy of Christian Louboutin

LA MOSTRA PARIGINA

Olivier Gabet, direttore del Musée des Arts Décoratifs e curatore dell’esposizione, ha concepito un percorso in cui mostrare tutti gli ambiti in cui si è strutturata la carriera trentennale dell’artista, rilevando, inoltre, il ruolo importante che la moda assume, oggi, nell’ambito della creazione contemporanea. Una vasta collezione di opere, la maggior parte provenienti dalla raccolta personale di Louboutin, ma anche da raccolte pubbliche e private, e alcune mai esposte prima, con l’obiettivo di documentarne il percorso creativo. La volontà è anche quella di mostrare le fonti d’ispirazione dell’artista attraverso i viaggi, la cultura pop, il cinema, l’arte, il teatro, la danza e la letteratura. Trovano spazio anche le relazioni personali che Christian Louboutin ha intrattenuto, nel corso dei decenni, con artigiani, artisti e clienti importanti, da Aretha Franklin a Leonardo DiCaprio e Rihanna, da Dita Von Teese a David Lynch.
Undici sale tematiche per il racconto di una vita, spesa tra sapere tecnico e creatività, dagli esordi della carriera passando per la sezione dedicata ai Nudi, le calzature color carne, concepite come un’estensione della gamba, che hanno costituito una rivoluzione nel mondo della moda. E, ancora, la sala dedicata al fetish in collaborazione con David Lynch, dove si mostra un gruppo di scarpe create evidentemente per fini diversi e riprese da una serie di scatti dallo stesso Lynch. Il percorso espositivo è tutto un rincorrersi di modelli iconici: dalla calzatura Love del 1991 alla Helmut del 2002, passando per le celebri Pigalle del 2004.
Nel susseguirsi scintillante di vernici, strass, piume e suole rosse, Christian Louboutin celebra romanticamente uno dei suoi luoghi del cuore a Parigi, dichiarando: “Per me, questa mostra è un’occasione per rendere omaggio al Palais, che ha lasciato emergere la mia vocazione e che da allora continua a ispirarmi”.

Arianna Piccolo

Parigi // fino al 26 luglio 2020
Christian Louboutin. L’Exhibition[niste]
PALAIS DE LA PORTE DORÉE
293, avenue Daumesnil
https://www.palais-portedoree.fr
https://lexposition.christianlouboutin.com/en

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Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.