Qollezione, segni, paesaggi e tradizioni dell’Alto Adige diventano abiti contemporanei

Un nuovo marchio progetta piccole collezioni, come giacimenti di spunti arrivati dalla tradizione  altoatesina. Dal grembiule da lavoro al colore del cielo che sfiora le cime montane. Il lancio a Milano, per il Fuorisalone 2017.

Qollezione, dress
Qollezione, dress

Q come Qollezione. Che è il nuovo fashion brand lanciato da Anna Quinz e Fabio Dalvit, compagni nella vita e adesso complici di questo progetto creativo. Tutto parte da una passione antica e condivisa: l’arte del collezionare come forma mentis, come una necessità, tra istinto classificatorio, piacere dell’accumulazione, amore per il bello. Anna e Fabio collezionano oggetti tra i più disparati, più o meno preziosi, sempre pregni di senso, memoria, significato. E di questa attitudine hanno fatto uno spunto per il loro marchio: mettere in fila cose, ricordi, luoghi, cercando di trarne un’immagine di sé e poi – nel ruolo di designer – una traccia simbolica in forma d’abito o accessorio.

Sud Tirolo
Sud Tirolo

In questo caso a essere idealmente collezionate sono le tradizioni dell’Alto Adige, terra di origine del progetto: un orizzonte geografico e culturale, con quelle radici salde da cui partire per progettare un racconto. Nell’archivio immaginario dei due collezionisti-stilisti finiscono antiche pratiche artigianali, tramandate di padre in figlio, materiali tipici, complementi d’arredo, costumi del folklore, elementi decorativi o architettonici, forme, colori, scorci di paesaggio. Tutto si fa abito, linea, tessuto. È l’estetica altoatesina reinventata a misura del corpo e del gusto attuale.
E se alla base c’è la voglia di collezionare – e dunque la necessità di custodire -, i materiali non potevano che essere resistenti, mentre le linee rimangono essenziali: i capi di Qollezione si tramandano di generazione in generazione, proprio come certe abilità artigianali o certe raccolte di famiglia. Diverse le capsule collection, ognuna con un tema proprio, lanciate a distanza temporale con un numero progressivo e pensate per essere incrociate via via. Pochi capi, da abbinare trasversalmente.

Qollezione, Blauer Schurz
Qollezione, Blauer Schurz

IL GREMBIULE ALTOATESINO. DALLE ALPI ELLA PASSERELLA

Qollezione_01 ruota intorno al blu. Che è un blu elettrico, un po’ Klein e un po’ cielo d’estate, proiettandosi tra le vette montane dell’Alto Adige. Ed ecco l’inconfondibile “blauer Schurz”,  il grembiule blu in cotone dei contadini del luogo, immancabile nelle mise da lavoro. Un segno identitario forte, indossato anche durante la messa domenicale e nei giorni di mercato. È questo il capo iconico della collezione, da cui si è partiti per disegnare salopette, gonna, abito, giacca e pantaloni. Stesso colore, stesso tessuto, stessa semplicità. E stessi ricami minimalissimi, creati da Massimiliano Mariz, direttore creativo di Studio Typeklang. Piccoli segni appena percettibili, che riportano a una vecchia storia tramandata fra i campi e i masi altoatesini: pare che le donne usassero ricamare il grembiule del proprio uomo con simboli e messaggi d’amore. Da qui lo stile unico di questi accessori, che riportano da sempre scritte, immagini e stemmi.
Oggi questa storia d’appartenenza e di comunità diventa la storia di una piccola serie di abiti contemporanei. Con alcune varianti speciali: la pettorina del grembiule è intercambiabile e disponibile anche in edizione limitata numerata, con stampe e ricami realizzati a mano da internodiciotto, sulla base dei disegni di Luca Coser, Arnold Mario Dall’O, Federico Lanaro, Gabriela Oberkofler e Paul Thuile, 5 artisti del territorio alpino. La presentazione ufficiale è a Milano, per il Fuorisalone 2017, fino al 9 aprile.

– Helga Marsala

Qollezione_01
Presentazione: 4 -9 aprile 2017,
A
lltag – every day in the mountains, via Palermo 8, Milano
orari: da martedì a sabato,  10-20 h; domenica 10-17 h

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Nel 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e poi dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.