Le tre grandi tele di Carpaccio e Bellini che tornano a raccontare la Venezia del Rinascimento
Dopo sei anni di lavori, tornano al proprio splendore originale alcune delle opere più straordinarie della Venezia tra Quattro e Cinquecento
Sono stati presentati alle Gallerie dell’Accademia di Venezia i primi tre (degli otto) teleri restaurati di Carpaccio e di Gentile Bellini, appartenenti al Ciclo dei Miracoli della Vera Croce. Tra le opere più importanti della pittura veneziana tra Quattrocento e Cinquecento, i teleri tornano visibili al pubblico dopo sei anni di lavori.
Presentati a Venezia i teleri del Ciclo dei Miracoli della Vera Croce di Carpaccio e Bellini
L’azione conservativa ha restituito una sorta di istantanea della città lagunare del tempo. Architetture, volti e vita quotidiana della Serenissima si rivelano in una fotografia che focalizza architetture da tempo scomparse, come le facciate totalmente affrescate che riemergono nel dipinto del Ponte di San Lorenzo. Gli episodi rappresentati nei dipinti, che raccontano i miracoli fatti dalla reliquia della Croce, sono stati identificati grazie a un opuscolo, scritto nel 1590, da Giacomo de Melzi, Guardian grande della Scuola, che permette di conoscere gli autori, i fatti narrati e le date di esecuzione dei teleri.

Un intervento non invasivo
L’intervento, guidato dal Direttore delle Gallerie Giulio Manieri Elia, con la direzione tecnica di Maria Chiara Maida e Cristiana Sburlino, è stato eseguito dalla cooperativa CBC Conservazione Beni Culturali, sotto il coordinamento di Caterina Barnaba, grazie al supporto di Save Venice Inc: le indagini diagnostiche non invasive preliminari (fluorescenza UV, riflettografia IR e XRF) hanno indirizzato una pulitura differenziata a seconda delle condizioni delle superfici, con un’integrazione pittorica accurata e rispettosa.
La processione di Bellini restaurata
Il dipinto di Gentile Bellini, Processione in piazza San Marco, descrive la grande processione che coinvolge tutte le Scuole con le loro reliquie. Il mercante bresciano Jacopo de’ Salis, raffigurato in ginocchio dietro al baldacchino, invoca l’aiuto della Santa Croce per il figlio gravemente ferito, che guarisce all’istante. Realizzata nel 1496, è una delle grandi tele del ciclo dei Miracoli della Croce, commissionato dalla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.
Le indagini multispettrali hanno consentito l’emergere del processo creativo dell’artista, la visibilità del disegno preparatorio e alcune modifiche in corso d’opera: il risultato, oltre al recupero dell’immagine, ha contribuito a valorizzare l’opera come creazione pittorica e come documento storico e materiale.

Il miracolo di Bellini tornato al suo splendore
Nel Miracolo della reliquia della Croce al ponte di San Lorenzo del 1500, Gentile Bellini celebra l’episodio sacro del recupero della reliquia, caduta nelle acque del canale, rimasta miracolosamente a galla durante la processione per la festa del Corpus Christi alla chiesa di San Lorenzo, e salvata per mano del Guardian grande Andrea Vendramin. L’annullamento delle vernici alterate ha fatto riemergere la limpidezza cromatica e la profondità spaziale degli edifici affrescati lungo le rive. L’opera trascrive una grandiosa cronaca visiva ricca di personaggi noti dell’epoca, tra Caterina Cornaro, regina di Cipro (a destra con il suo corteo di dame), e i familiari del pittore, in ginocchio in primo piano.

Il ponte di Rialto di Carpaccio restaurato
Nel Miracolo della reliquia della Croce al ponte di Rialto (1496) di Vittore Carpaccio, la pellicola pittorica si presentava molto compromessa, con abrasioni, lacune e numerose sovrapposizioni causate dai precedenti interventi. La pulitura è stata eseguita rispettando un criterio selettivo, progressivo e differenziato, considerando il tipo di materiale presente e le particolarità della pittura originale.
Fausto Politino
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