Dalla ceramica alla prima retrospettiva di Jaime Hayón, ecco che cosa vedremo l’anno prossimo nella città spagnola, culla dell’artigianato, del disegno industriale e delle arti grafiche

Nel 2022 Valencia si convertirà nell’epicentro del design mediterraneo. Per la terza città di Spagna ‒ in termini di popolazione e sviluppo ‒ sarà un anno eccezionale, ricco di eventi, incontri internazionali, studi e scoperte destinate a cambiare l’immagine di un’intera regione. Per Xavi Calvo, direttore della manifestazione, si tratta di “un traguardo ambizioso e un’occasione imperdibile per raccontare al mondo la storia passata, presente e futura di un’industria radicata nella tradizione artigianale del territorio. Essere capitale mondiale del design per Valencia non è solo una meta. È un progetto a medio e lungo termine pensato per lasciare in eredità alle generazioni future un patrimonio creativo”.

Mesamachine, tavolo di Jaime Hayon per AHEC’s CONNECTED project
Mesamachine, tavolo di Jaime Hayon per AHEC’s CONNECTED project

DESIGN CONTEMPORANEO PER UN NUOVO FUTURO

La prima World Design Capital fu Torino, nel 2008. L’ultima, nel 2020, Lille. Nel 2024 toccherà a San Diego e Tijuana, una stimolante accoppiata di città di frontiera. Perché ora proprio Valencia? Risponde Luisa Bocchietto, architetto e designer italiana, ex presidente ADI (Associazione per il disegno industriale), che come presidente della World Design Organization in carica tra il 2017 e il 2019 ha promosso la candidatura della città spagnola. “Valencia è una città mediterranea, a scala umana, dove ovunque si percepisce la lunga storia legata all’artigianato e al design. Può inoltre convertirsi in un interessante esperimento per saggiare il valore più contemporaneo del design, che non è più soltanto industria e prodotto, ma anche processo e servizio. I valenciani, con il loro background e la loro visione del futuro, hanno compreso subito le potenzialità della World Design Capital. Inoltre, la Spagna è il ponte ideale fra Europa e Sudamerica, fra le aree geografiche di espansione della WD Organization”.

wdcValencia 2022 Palau de las artes, architetto Santiago Calatrava
wdcValencia 2022 Palau de las artes, architetto Santiago Calatrava

VALENCIA CATALIZZATORE DI REALTÀ E TENDENZE

Cento progetti, settanta accordi di collaborazione, trentasei mostre, sette eventi di grande ricaduta mediatica, con la partecipazione di esperti provenienti da tutto il mondo. Valencia Capitale mondiale del Design 2022 si prospetta come un catalizzatore di realtà e tendenze già in atto sul territorio: dall’architettura all’arredamento, dal disegno grafico a quello digitale, dal prodotto di industria alla comunicazione integrata, inclusi gastronomia, moda e artigianato. Immancabile la presenza della ceramica, lavorazione che risale al Medioevo e che oggi non solo è protagonista del design contemporaneo locale, ma la base dello sviluppo industriale della provincia di Castellón, leader nella produzione ed esportazione di piastrelle.

I PARTNER PUBBLICI E PRIVATI

Il tessuto culturale ed economico locale ha aderito con entusiasmo all’evento, formando una sorta di ecosistema del design aperto anche alla cittadinanza. Tra i partecipanti, oltre alle principali istituzioni pubbliche della regione, i tanti musei della città (dall’Ivam al Museo nazionale della Ceramica), i centri di cultura d’avanguardia come il Carme e Bombas Gens, o gli spazi di innovazione urbana come Las Naves e La Rambleta. I punti nevralgici della Capitale 2022 saranno la piazza del Comune (dove verrà allestito ad aprile un padiglione modulare di 350 metri quadrati) e la Marina. Il porto sportivo, rinato dalle ceneri dell’America’s Cup 2007, si è convertito da qualche anno in spazio di innovazione tecnologica e interazione sociale, recuperando i docks, gli hangar e i tinglados (i vecchi depositi delle merci), compreso l’emblematico Veles e Vents, progetto di David Chipperfield. Coinvolte in maniera attiva non solo le due fiere di settore di Valencia – Cevisama, a febbraio, e Habitat, a settembre – ma anche un folto gruppo di imprese locali, molte a gestione familiare. Tra queste Andreu World, Gandía Blasco, Point, Lzf Lamps, Torrecid e Vondom, solo per citare qualche nome di riferimento nel panorama globale.

Disegnare l'aria. Mostra di ventagli artigianali
Disegnare l’aria. Mostra di ventagli artigianali

7 EVENTI INTERNAZIONALI A VALENCIA NEL SEGNO DEL DESIGN

A partire da metà giugno ‒ e per tutto il secondo semestre del ’22 – sono in agenda i sette Signature Events, promossi dalla World Design Organization con un’ampia presenza internazionale. Tra questi, il World Design Experience, festival della creatività più giovane, e il World Design Street festival (a settembre), che coincide con la tradizionale Valencia Design Week e ha l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza al design come pratica, servizio e prodotto. Nei mesi autunnali il calendario è fitto di incontri a carattere internazionale, dedicati a professionisti e semplici appassionati, pensati come momenti di scambio di idee e di esperienze sul ruolo del design come strumento chiave di sviluppo economico e sociale. Tra i temi di dibattito, il design finalizzato al rispetto per l’ambiente, la salute e la moda sostenibile. Tra le presenze italiane, Paola Antonelli, senior curator del MoMA di New York, che il 9 di dicembre apre ufficialmente la manifestazione con una conferenza in occasione del 20esimo Concorso internazionale di design Andreu World; Ezio Manzini, fra i più importanti esperti di design per la sostenibilità, e la consulente creativa Caterina Bianchini.

LE MOSTRE A VALENCIA

Tante le esposizioni proposte intorno al design valenciano e alla sua storia, la maggior parte concentrate in autunno. L’omaggio a Pepe Gimeno, maestro del design grafico e tipografico, e la prima retrospettiva di Jaime Hayón, valenciano d’adozione e premio nazionale di design 2021; la mostra dedicata alla coppia di maestri della Bauhaus Anni e Josef Albers (Ivam) e la Biennale internazionale di Ceramica di Manises. Tra le curiosità, la rassegna Disegnare l’aria, sulla tradizione valenciana del ventaglio, e Tipos que importan, progetto di recupero dei caratteri grafici e delle insegne commerciali in città. E, infine, una grande mostra dedicata a Design e salute e Pangea, visione del design internazionale applicato all’artigianato, a cura dell’architetto e decoratore Tomás Alía.

La ceramista valensiana Ana Illueca. Photo Feminin
La ceramista valensiana Ana Illueca. Photo Feminin

LA STORIA DEL DESIGN A VALENCIA

A Valencia la cultura del design ha radici antiche: nel XIV e XV secolo la produzione di seta; poi la ceramica, quella pregiata e coloratissima di Manises, dai riflessi azzurro e oro; e infine, la creazione delle prime piastrelle in grès per pavimentazioni, come il Mosaico Nolla, la cui fabbricazione risale al 1860. Il talento creativo dei valenciani si esprime anche nelle arti grafiche: a partire dalle etichette per le prime confezioni di agrumi, nel XIX secolo, fino ai più attuali progetti integrali di marca d’impresa, nei quali si stanno specializzando i team di giovani designer.  Non è un caso che la città spagnola quest’anno sia stata nominata anche European Capital of Smart Tourism (per la tecnologia digitale applicata alla promozione turistica).
Tra gli obiettivi prioritari della Capitale 2022 c’è comunicare alla gente il forte potenziale del design come strumento di miglioramento della vita quotidiana, in ambiti come la sanità, l’educazione, l’inclusione, la diversità sociale e la sostenibilità ambientale. Inoltre, c’è l’impegno di lasciare in eredità alle generazioni future un patrimonio economico e culturale attraverso una serie di iniziative in ambito non solo formativo, ma anche di fotografia e di archiviazione della realtà esistente. In atto già dal 2021 ci sono progetti interessanti come Adn ceramico ‒ mappatura e riconoscimento ufficiale dei professionisti di qualità; il Mapa del Disseny, una piattaforma con cartografia dal vivo, partecipativa e in progress, delle realtà emergenti più significative, nelle quali il design sviluppa le sue diverse potenzialità; infine, Nolla Map, un mappamondo digitale che racconta la storia del Mosaico Nolla.

Federica Lonati

www.wdcvalencia2022.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati
Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca, ma anche di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 al 2005 ha lavorato nella redazione di Lombardia Oggi, supplemento settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero della stessa Prealpina, occupandosi delle pagine di arte, moda e classica. Dalla Spagna ha scritto articoli per Libero, Qui Touring, Corriere del Ticino e Sole 24 ore. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con Agrisole, supplemento settimanale del Sole 24 ore, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola. Oggi scrive articoli, interviste e reportage raccontando la Spagna contemporanea, la sua cultura e il suo mondo artistico. Come freelance, oltre all’impegno costante con Artribune (iniziato nel 2014), collabora con testate come Bell’Europa e Bell’Italia, Il Gambero Rosso, Interni e D di Repubblica.