Baroquisme: al Salone va di moda il barocco firmato da Vincenzo De Cotiis

È una rilettura personale, sebbene non immune da una certa concretezza filologica, quella che l’architetto Vincenzo De Cotiis presenta nello spazio espositivo del suo studio milanese con l’anteprima della collezione “Baroquisme”.

Vincenzo De Cotiis, Baroquisme
Vincenzo De Cotiis, Baroquisme

I pezzi in mostra – tavolini, cabinet, paraventi, e, ancora, un maestoso tavolo da pranzo, quasi ispirato alla maestosità plateale di un banchetto del Seicento – sono descritti dall’autore Vincenzo De Cotiis, architetto, come creazioni che “rinnegano il decorativismo ovvio e rimarcano la logica delle variazioni inattese”. Tanti scarti imprevisti, dunque, realizzati nel suo studio milanese attraverso accostamenti e sovrapposizioni di materiali – la fibra di vetro di recupero insieme all’ottone argentato, i vetri e i marmi francesi – che come sedimenti eterogenei sembrano definire un orizzonte fluido e al tempo stesso ben radicato, difficile da eludere o archiviare come un qualsivoglia piccolo orpello.

IL RIFERIMENTO AL BAROCCO

In effetti, la teatralità senza griglia dell’insieme sembra assecondare una certa idea di barocco che vede nell’irregolarità e nella libertà delle forme un ben noto denominatore di stile. Eppure, potremmo forse trovare nell’etimologia una traccia per delinearne l’identità e metterne in luce il valore: forse nell’origine del termine spagnolo “barrueco” e in quelle omonima perla irregolare, anche detta in italiano scaramazza, che come nei gioielli del XVII secolo sa emanare un’ideale di bellezza anche in assenza di una rigorosa armonia formale? A voi la scelta: intanto eccovi le immagini.

-Giulia Zappa

www.decotiis.it

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Giulia Zappa
Laureata in comunicazione all’Università di Bologna con una tesi in semiotica su Droog Design, si specializza in multimedia content design e design management a Firenze e New York. Da oltre dieci anni lavora come design&communication strategist, occupandosi di progetti a cavallo tra comunicazione e prodotto. Ha insegnato Comunicazione Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Roma. È consulente per programmi internazionali di design per lo sviluppo. Giornalista pubblicista, per Artribune è responsabile editoriale delle pagine dedicate al design.