Ancora auto, arte e design. Una mostra al Museo dell’Automobile di Torino racconta “l’aspirante pittore” Giugiaro

Non tutti sanno che il maestro delle auto prima di diventare il più importante Car Designer del ‘900 voleva fare l’artista. Una mostra al Museo dell’Automobile lo racconta dalle origini vicino Cuneo fino al successo

Giugiaro e il suo percorso, Museo Nazionale dell’Automobile, Torino (2)
Giugiaro e il suo percorso, Museo Nazionale dell’Automobile, Torino (2)

Recentemente vi abbiamo parlato più volte del rapporto tra auto e arte, con due pezzi da novanta internazionali. Come John Baldessari, che ha presentato a Miami nell’ambito di Art Basel Miami Beach la sua auto personalizzata, un bolide da corsa BMW reso opera d’arte; negli scorsi giorni invece si è parlato dei programmi d’arte contemporanea di Rolls Royce, che quest’anno ha affidato una nuova commissione a Yang Fudong. Ma anche noi italiani non siamo da meno e – se si parla di auto e arte – abbiamo i nostri big, le nostre cartucce da sparare. Fino al 26 febbraio il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, dedicato all’avvocato Agnelli, propone nei suoi spazi una mostra che analizza questo rapporto attraverso la figura di Giorgetto Giugiaro. Per chi non lo sapesse infatti il designer, famoso per le sue macchine avveniristiche e di serie, poi icone per gli appassionati, era stato prima un aspirante pittore.

IL MAESTRO DELLA DELOREAN
Il percorso espositivo lo racconta nelle sue passioni, figlio d’arte del padre Mario, affrescatore di chiese che lo inizia alla pittura nel corso della sua infanzia a Garessio, paese tra Cuneo e la Liguria dove nasce nel 1938. L’amore per l’arte viene sviluppato attraverso documenti, schizzi, bozzetti, acquerelli, caricature. La mostra a cura di Giosuè Boetto Cohen, giornalista, di Giuliano Molineri, direttore del Museo Mauto e di Rodolfo Gaffino Rossi, è un ritratto composito e approfondito della figura di Giugiaro, sei volte Compasso d’Oro, con sette lauree ad honorem, nel 1999 definito il più importante Car Designer del ‘900, grazie alla sua Golf lanciata nel 1974 alla Ferrari GG50, o l’Alfa Brera, la berlina extralusso Bugatti, fino alla mitica DeLorean, iconica e indimenticabile, passata alla storia non solo per gli appassionati d’auto per essere la vera e propria protagonista del film generazionale “Ritorno al futuro”.

Santa Nastro

www.museoauto.it

 

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.