Un nuovo tempio del design targato Fornasetti. A Milano

Un nuovo spazio Fornasetti ha aperto i battenti nel capoluogo lombardo, accolto da uno storico palazzo di “futurista” memoria. Il sogno di un grande creatore dialoga con i talenti del design italiano, da Gio Ponti a Jacopo Foggini.

Piero Fornasetti
Piero Fornasetti

UNO STORICO SPERIMENTATORE
Piero Fornasetti catturò l’attenzione di Gio Ponti nel 1933, alla V Triennale di Milano. Il giovane Piero (aveva appena vent’anni ed era già stato studente all’Accademia di Brera, anche se con scarso successo) proponeva una serie di foulard stampati. L’occhio attento dell’autorevole architetto non mancò di notarli per il tratto estroso che animava i loro disegni. Di lì a pochi anni, nel 1940, fra i due sarebbe nato quel sodalizio destinato a trasformarsi (fino ai primi Anni Settanta) in simbiosi creativa. Dai foulard e dai costumi alla decorazione d’interni, dal mobile all’oggetto, il percorso di Fornasetti fu veloce, fulminante. Eclettico e sperimentatore, decoratore e grafico, sapeva guardare oltre gli stretti orizzonti della sua milanesità. Divenne amico degli artisti più noti, da de Chirico a Fabrizio Clerici, ma, con il trionfo del razionalismo, lui, cultore di una classicità reinterpretata con il garbo surreale dell’ironia, non era più in sintonia con i tempi. Così diventò gallerista (alla Galleria dei Bibliofili, con Scheiwiller), iniziò a esporre le opere di altri artisti e a collezionarle.

Fornasetti - Arredi e carta da parati (Cole & Son by Fornasetti) della collezione Malachite.
Fornasetti – Arredi e carta da parati (Cole & Son by Fornasetti) della collezione Malachite.

A CASA DI MARINETTI
Raccolta dal figlio Barnaba, a sua volta vulcanico creatore da tempo alla guida dell’azienda che del nome di famiglia ha fatto bandiera, questa tradizione d’eccellenza culmina oggi nell’apertura di un nuovo “tempio” a Milano, in corso Venezia angolo via Senato, proprio in quel palazzo dove il futurista Filippo Tommaso Marinetti visse e operò. Qui, su tre livelli espositivi, si dispiegano, con suggestivo décor, oggetti vintage tratti dall’archivio storico di Piero Fornasetti, cui si affiancano le collezioni prodotte oggi dall’Atelier con le stesse tecniche artigianali d’antan, in edizione limitata o su commissione. Ma, come tradizione vuole, oltre ai pezzi Fornasetti sono presentati, in una sorta di museo del design, anche vetri di Tommaso Buzzi, Gio Ponti, Fulvio Bianconi, Paolo Venini. Senza dimenticare, sul filo di un dialogo giocoso tra forma e colore, il contraltare con i pezzi più recenti, dai metacrilati di Jacopo Foggini, fino alle sculture in ceramica di Sergio Scognamiglio e Fausto Salvi.

Alessandra Quattordio

www.fornasetti.com

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Alessandra Quattordio
Alessandra Quattordio, storica dell’arte e giornalista indipendente, ha esordito a fine Anni Settanta come curatrice dei cataloghi d’arte e fotografia editi dalla Galleria del Levante a Milano. Dopo la laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, inizia a collaborare a riviste - fra cui D’Ars, Flash Art, Arte, Arte In, Meridiani - e a pubblicazioni del settore. Cura la presentazione di artisti e mostre, attività ancora oggi svolta. Ha insegnato Storia del Gioiello all’Istituto Europeo di Design, all’Istituto Superiore di Architettura e Design (ISAD) e al Politecnico di Milano. È stata a lungo caposervizio presso le Edizioni Condè Nast. In particolare, dal 1999 al 2015 presso AD Architectural Digest, occupandosi di arte, fotografia, design, interior e design del gioiello.