A Pietrasanta concluso il restauro della Chiesa di Sant’Agostino. La facciata si rivela un atlante dei marmi delle Apuane

Finanziato con 900mila euro da Paolo e Giuliana Clerici, l’intervento si è protratto per sei anni, recuperando gli spazi dello storico ex complesso monastico della cittadina versiliese, oggi centro culturale. L’ultimo passaggio è la restituzione della facciata della chiesa, che rivela scoperte inedite

Dal 2020, il Complesso di Sant’Agostino, a Pietrasanta, è stato oggetto di un articolato intervento di restauro, che già nel 2023 aveva portato la città a recuperare la storica Sala dell’Annunziata, adibita a spazio culturale ed espositivo.

Ora il processo promosso e finanziato dalla Fondazione Paolo e Giuliana Clerici (nata del 2017 e impegnata in progetti sociali e culturali, compresi molti progetti di recupero e restauro di beni artistici e architettonici) per un ammontare di oltre 900mila euro giunge al termine, con la conclusione del cantiere – raccontato per immagini dalla mostra fotografica La Santità della Pietra di Luca Forno, allestita nella Sala delle Grasce – e la restituzione della facciata marmorea della Chiesa di Sant’Agostino.

La facciata del Complesso di Sant'Agostino prima del restauro
La facciata del Complesso di Sant’Agostino prima del restauro

La storia del Complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta

Nella cittadina toscana, conosciuta come la Piccola Atene della Versilia, il complesso monastico, dedicato in origine alla Santissima Annunziata, sorse all’inizio del Trecento per iniziativa degli Agostiniani (il convento sarà realizzato solo nel Cinquecento), nel contesto di un centro mercantile all’epoca molto fiorente per la vicinanza con il porto di Motrone. Dunque la chiesa beneficiò delle donazioni delle grandi famiglie di mercanti di seta lucchesi, che la scelsero per rappresentare il proprio prestigio sociale e come luogo di sepoltura. La facciata appena restaurata – che introdotta da una scalinata fa da quinta scenica alla piazza principale della città, chiudendola a nord – fu realizzata nei primi decenni del Quattrocento con marmi delle Alpi Apuane, e costituisce ancora oggi uno dei più significativi esempi di architettura tardogotica toscana (anche Michelangelo ne restò affascinato quando, nel 1518, arrivò a Pietrasanta per reperire i marmi necessari alla realizzazione della facciata della Basilica di San Lorenzo a Firenze, per papa Leone X). Stilisticamente si caratterizza per tre grandi archi a fondo cieco, sormontati da archetti gotici con colonnette. Al centro vi è il portale di ingresso, coronato da un architrave con lunetta. All’interno del complesso si scopre, invece, il chiostro di Sant’Agostino, con colonnato formato da bassi muretti sormontati da colonne marmoree, in stile toscano, che sorreggono archi a tutto sesto; sulle pareti interne dei corridoi, ventotto lunette affrescate nel Seicento dal pittore senese Astolfo Petrazzi raffigurano scene tratte dalla vita di Sant’Agostino.

Il complesso di Sant'Agostino Pietrasanta al completamento del restauro
Il complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta al completamento del restauro

Sant’Agostino, da complesso monastico a centro culturale

A seguito delle soppressioni napoleoniche degli ordini monastici, nell’Ottocento l’intero complesso divenne proprietà comunale. Dopo la Restaurazione, ospitò la scuola tenuta dagli Scolopi. Al forte degrado scontato nel corso del Novecento pose rimedio un primo restauro sul finire degli Anni Settanta, che propiziò la trasformazione del complesso nel Centro Culturale Luigi Russo, che oggi ospita la Biblioteca civica, il Museo dei Bozzetti e gli spazi espositivi nelle sale dell’Annunziata e delle Grasce, oltre che nella chiesa stessa.

Il lavoro di restauro del Complesso di Pietrasanta. Photo Luca Forno
Il lavoro di restauro del Complesso di Pietrasanta. Photo Luca Forno

Le scoperte del cantiere di restauro. La facciata è un atlante dei marmi delle Alpi Apuane

Il cantiere appena concluso sotto la guida dell’architetta Maura Tadini non si è limitato alla conservazione del monumento, rivelandosi occasione di ricerca con il coinvolgimento di storici, archeometri, geologi, architetti, restauratori e ingegneri, che hanno rilevato elementi inediti sulla storia del complesso. Innanzitutto, la varietà dei materiali lapidei impiegati nella costruzione della facciata, con la presenza di numerose tipologie di marmo provenienti dalle Alpi Apuane, alcune particolarmente rare, che fanno del prospetto della chiesa una sorta di “atlante dei marmi” locali. Sono stati inoltre individuati frammenti di antiche lastre tombali medievali riutilizzate nella costruzione della facciata. Ed è stato possibile consolidare l’attribuzione della parte inferiore della facciata alla bottega del maestro pisano Giovanni di Gante. Le ricerche proseguiranno nei prossimi mesi e confluiranno, in autunno, in un convegno scientifico promosso in collaborazione con il Comune di Pietrasanta e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, durante il quale saranno presentati gli studi e le nuove acquisizioni emerse dai lavori.

La lunetta di Igor Mitoraj sulla facciata della Chiesa di Sant'Agostino
La lunetta di Igor Mitoraj sulla facciata della Chiesa di Sant’Agostino

Il recupero della lunetta bronzea di Igor Mitoraj

Tra gli elementi più significativi dell’intervento figura anche il recupero e la restituzione della lunetta bronzea realizzata in altorilievo da Igor Mitoraj nel 2012, raffigurantel’Annunciazione: l’opera completa dell’artista franco-polacco scomparso nel 2014, che scelse Pietrasanta come terra d’elezione, si apprezza ora anche presso il Museo Mitoraj, inaugurato all’inizio di giugno 2026 negli spazi riqualificati dell’ex mercato comunale.

Livia Montagnoli

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