Unicità, contraddizioni e potenzialità di Roma. Tutto in mostra al MAXXI
Ultimi giorni al MAXXI per la mostra di urbanistica che accende i riflettori sulla Capitale, confrontandola con altre grandi città del mondo, lontane per storia, cultura, clima e geografia. Un’occasione per innescare un dibattito necessario e urgente sulle sfide future delle aree urbane
Tra i fenomeni di origine antropica che hanno plasmato il paesaggio globale, i processi di urbanizzazione sono tra i più importanti. Le città del mondo hanno ereditato scenari fisici tra loro diversissimi e si sono progressivamente adattate a svolgere ruoli differenti in un sistema sempre più interconnesso. In questo contesto, Roma si configura come un caso unico: definita la città “fondamentale” della storia, è nell’immaginario collettivo mondiale l’Urbe, Caput Mundi, la Città Eterna. Ricky Burdett, urbanista alla London School of Economics, dopo aver trascorso molti anni nella Capitale e aver studiato le città globali, è tornato come curatore della mostra e del catalogo dal titolo Roma nel Mondo al MAXXI. Nel definire la Capitale, accanto alla storica dimensione simbolica e soggettiva, esplorata nella sezione Roma nell’immaginario del mondo, Burdett propone un cambio di narrazione, basato sull’analisi dei dati e delle differenze con le altre grandi città europee, asiatiche, africane e americane. La mostra si articola intorno alle più importanti dinamiche urbane che hanno dato forma alle città del XXI Secolo – spazio, mobilità, ambiente, società – sviluppando altre due sezioni: Dna di Roma e Confronti globali.

Oltre 950 tessere per “sequenziare” il DNA di Roma
Nel percorso Dna di Roma, il territorio comunale è rappresentato attraverso Terracotta Rome, un modello fisico composto da 953 tessere, sul quale si anima un modello digitale dinamico che restituisce la complessità urbana e le sue trasformazioni nel tempo. Roma è uno dei comuni più estesi d’Europa ed è di gran lunga l’agglomerato urbano più popoloso d’Italia. Oggi quasi la totalità dei residenti vive oltre le antiche Mura Aureliane, che racchiudono appena l’1% della superficie comunale. Quando Roma divenne capitale d’Italia nel 1871, contava poco più di duecentomila abitanti; l’edificato si concentrava quasi interamente entro il perimetro delle mura. Oltre il 90% del costruito attuale è stato realizzato nel secondo dopoguerra, tra gli Anni Cinquanta e Settanta. Dagli Anni Ottanta, la progressiva trasformazione delle aree centrali in zone di servizi e uffici ha spinto parte della popolazione verso l’esterno. Ne è derivata una città discontinua e frammentata, a bassa densità, che si estende oltre il Grande Raccordo Anulare fino a lambire la campagna romana e il litorale.
Record e disomogeneità di Roma e della sua comunità residente
Nonostante le dimensioni, una parte consistente del territorio non è edificata e lascia spazio ad aree naturali protette, grandi parchi archeologici e parchi urbani delle ville storiche, creando un sistema ecologico di rilevante importanza. Le dimensioni della città rendono difficile garantire un sistema di trasporto pubblico efficiente, anche se Roma è la città con la rete stradale più estesa d’Italia. La distribuzione demografica non è omogenea: la popolazione anziana vive prevalentemente nel centro storico e nei quartieri limitrofi; le famiglie con bambini e i nuovi arrivati si concentrano nelle aree esterne, dove le abitazioni sono più accessibili ma i servizi meno diffusi. Il divario tra centro e periferia è evidente nell’offerta dei servizi sociali, sanitari e culturali, con quartieri centrali meglio dotati e aree esterne meno attrezzate. La geografia del reddito non segue una divisione lineare: Roma è un mosaico di isole di benessere e aree di svantaggio che si alternano sul territorio, spesso a breve distanza l’una dall’altra. Sebbene, nel complesso, Roma mantenga un alto livello di sviluppo umano, sostenuta da un sistema educativo e sanitario diffuso e dalla forte presenza di attività culturali, l’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite varia sensibilmente tra gli attuali quindici municipi, restituendo l’immagine di una città che procede a più velocità, dove la qualità della vita cambia nel giro di pochi chilometri.
Roma a confronto con il resto del mondo: numeri e dati
Nel percorso Confronti globali, Roma dialoga con le grandi città del mondo. Con una superficie poco inferiore a quella di Londra, Roma ospita circa tre milioni di abitanti, meno di un terzo dei nove milioni londinesi. È inoltre dieci volte più estesa di Parigi, ma conta solo un terzo di abitanti in più. Le proiezioni delle Nazioni Unite indicano per la Capitale un tasso di crescita modesto, come per altre città europee e nordamericane: meno di due persone all’ora, ben distante dai novanta nuovi residenti ogni ora di Delhi o Kinshasa. L’indice di vecchiaia è tra i più elevati: valori simili a Tokyo, più che doppi rispetto a Londra e dieci volte superiori ad Addis Abeba. La densità abitativa si avvicina di più a quella di Los Angeles che a quella delle città compatte come Hong Kong o Il Cairo. L’accessibilità è paragonabile a quella delle città diffuse come Città del Messico, San Paolo, Mumbai o Lagos, dove le zone più periferiche rimangono poco servite. La rete metropolitana si estende per meno di 60 chilometri, contro i circa 400 di Londra. La mobilità si affida prevalentemente agli autobus pubblici, spesso rallentati dalla congestione dovuta alla forte dipendenza dall’auto privata. A Roma si contano oltre 800 auto ogni 1.000 abitanti, dato superato solo da Melbourne e Chandigarh. Sul piano economico, le prospettive di crescita restano contenute: intorno allo 0,4% annuo, in linea con lo 0,5% di Tokyo ma ben lontane dai ritmi sostenuti, prossimi al 5% di Mumbai o Ho Chi Minh.
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Al MAXXI la mostra che annulla la retorica celebrativa su Roma
Eppure Roma ha punti di forza significativi: circa diciassette metri quadrati di spazio verde per abitante, quasi come New York. Anche se Berlino e Londra hanno una maggiore quantità di spazio verde pro capite, Roma è il più vasto distretto comunale agricolo d’Europa. Inoltre conserva, nel complesso, una buona qualità dell’aria, sostenuta dalla copertura verde, dagli standard sulle emissioni e dalle condizioni climatiche generalmente favorevoli; tra le città più inquinate si annoverano Il Cairo, Mumbai e Addis Abeba. Nel 2024 gli arrivi turistici hanno superato i 22 milioni, oltre la metà proveniente dall’estero: Roma oggi è la quarta città europea per flussi turistici. In conclusione, la mostra riesce a superare la retorica celebrativa e a proporre una visione complessa della Capitale. Oggi Roma non si limita a osservare sé stessa: guarda il mondo e si misura con esso. Possiede le caratteristiche che la sociologa Saskia Sassen definisce “cityness”: un’urbanità essenziale, con funzioni generative e di stimolo, nonché capacità decisionali e trasformative.
Annabella Bucci
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