Dopo l’architetto Mario Coppola, sulla polemica sorta in seguito dalla riapertura di Piazza Municipio a Napoli, risponde Marco Petroni. Con una posizione che prende in esame la complessità urbana del capoluogo campano

Seppur a rilento, a singhiozzo, il volto di Napoli cambia sotto la spinta del grande piano di ridisegno della mobilità metropolitana partito all’inizio degli anni Novanta e ancora in evoluzione. La formula urbanistica prevede una fitta maglia di linee e stazioni della metropolitana progettate da architetti di fama internazionale, con l’inserimento di opere d’arte contemporanea. Un sistema integrato di snodi urbani che trasformano la percezione della città favorendo una mobilità capace di alleggerire la pressione del traffico e costruendo, punteggiando il paesaggio cittadino come una sorta di museo obbligatorio tra architettura, arte e design.  

Napoli, piazza Municipio. Photo courtesy Mario Coppola
Napoli, piazza Municipio. Photo courtesy Mario Coppola

LA NUOVA MOBILITÀ DI NAPOLI FRA ARCHITETTURA E ARTE 

Un progetto ambizioso che richiede pazienza e lungimiranza ai cittadini pressati dai disagi creati dai tanti cantieri aperti in città. Il risarcimento è costituito dal poter attraversare e vivere quotidianamente alcune tra le più belle metro stazioni del mondo. Lo testimoniano le recenti aperture della stazione Duomo, firmata da Fuksas, e il completamento quasi totale del ridisegno di piazza Municipio, con le stazioni della linea 1 e 6 progettate dalle archistar portoghesi Álvaro Siza ed Edoardo Souto de Moura. Quest’ultima ha generato un vespaio di polemiche a più livelli per la poca attenzione al verde da parte dei progettisti.  

Napoli, piazza Municipio. Photo courtesy Mario Coppola
Napoli, piazza Municipio. Photo courtesy Mario Coppola

A PROPOSITO DELLA NUOVA PIAZZA MUNICIPIO 

In un post su Facebook ho espresso il mio apprezzamento per questa complessa operazione urbanistica pensata come una finestra sul mare, un’infrastruttura contemporanea delicata e raffinata. Gli alberelli per l’ombra arriveranno, ma sicuramente non possono essere piantumati sul solaio di due importanti stazioni della metropolitana linea 1 e 6. Piazza Municipio con il parco archeologico la connessione visiva di mare, Castel Nuovo e stazione marittima è un segno architettonico contemporaneo atteso per vent’anni. Ne è valsa la pena? Sì, la complessità dell’intervento e il risultato sono lì a manifestarlo. Non può essere una singola piazza a riscattare il corpo vivente di una metropoli complessa come Napoli. Piazza Municipio è uno dei tasselli che dovrebbero comporre una visione d’insieme che forse manca. Il nuovo per quanto indigesto può solo liberare caratteri, atteggiamenti, modi di vivere lo spazio pubblico. È tutto da vedere: per ora il segno di questa lama poetica che unisce luoghi fortemente identitari della città assume le forme di una liberazione festante dalle costrizioni della realtà come testimoniato da coloro che, a discapito delle polemiche, vivono la piazza come luogo di baci e inciuci. Come piace ai napoletani.  

-Marco Petroni 

 

 https://www.facebook.com/marco.petroni.90/posts/10226265289954848 

 

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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.