Tutti i vincitori del Premio italiano di Architettura e del Premio T Young Claudio De Albertis

A Maria Giuseppina Grasso Cannizzo va il Premio per il miglior edificio, Simona Della Rocca (BDR bureau) riceve il Premio T Young Claudio De Albertis e Paolo Portoghesi il Premio alla carriera. Ecco le opere vincitrici (esposte in Triennale fino al 22 agosto) e le motivazioni della giuria.

Premio italiano Architettura © Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia
Premio italiano Architettura © Triennale Milano foto Gianluca Di Ioia

Si è svolta il 24 giugno 2021 presso la Triennale di Milano la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio italiano di Architettura, nell’ambito della quale sono stati conferiti il Premio per il miglior edificio, Il Premio alla carriera e il Premio T Young Claudio De Albertis, quest’ultimo del valore di 12mila euro. “Tutti i progetti selezionati e i vincitori si caratterizzano per la straordinaria qualità e per l’elevato livello di innovazione e sperimentazione”, ha commentato il Presidente della Triennale Stefano Boeri. “In generale, emerge la capacità di rigenerazione urbana e riattivazione degli spazi a partire dallo studio e dal rispetto del preesistente, delle tradizioni e del territorio. I progetti testimoniano la capacità di individuare soluzioni creative in grado di instaurare un dialogo proficuo con le comunità coinvolte e di attivare scambi virtuosi e processi relazionali”. I progetti dei vincitori e dei finalisti sono esposti in una mostra dedicata, visitabile in Triennale fino al 22 agosto 2021. Ecco chi sono.

View from the garden, North Wes ph Giulia Bruno
View from the garden, North Wes ph Giulia Bruno

PREMIO ITALIANO DI ARCHITETTURA

Maria Giuseppina Grasso Cannizzo va il Premio per il miglior edificio realizzato negli ultimi tre anni. Vince con il progetto LCM 2018 / CASA-ASILO realizzato a Mazzarone, in provincia di Catania nel 2018. La giuria riconosce all’architetta, che ha trasformato un asilo in una abitazione, “un valore di esemplarità civica e professionale per la capacità di intuire le qualità di un edificio anonimo simile alle tante porzioni di edilizia diffusa nel territorio italiano, reinterpretandole in una sapiente orchestrazione di interventi, puntuali, discreti, non appariscenti. Un progetto che restituisce alla vita della comunità un senso del tempo e di pluralità. Un lavoro che invita a riflettere sulla responsabilità dell’atto del costruire nella realtà di ogni giorno”. Una menzione d’onore è stata conferita a Onsitestudio per il centro sportivo Mapei Football Center, (Sassuolo, Modena, 2019) in quanto l’edificio “mette in luce il ruolo culturale dell’atto di insediamento in un contesto antropico, raccogliendo una tradizione di misura del territorio agricolo che reinterpreta alla luce di un decoro moderno cui attribuisce il bisogno di una comunità di festeggiare e rappresentarsi”. Il Premio italiano di Architettura, promosso da Triennale e MAXXI, si svolge ad anni alterni tra Roma e Milano e intende valorizzare l’architettura italiana attraverso la promozione di opere realizzate da progettisti italiani o attivi in Italia il cui impegno è rivolto all’innovazione, alla qualità del progetto e al ruolo sociale dell’architettura.

Simona Della Rocca, BDR bureau, Scuola Enrico Fermi Credito fotografo ©Simone Bossi
Simona Della Rocca, BDR bureau, Scuola Enrico Fermi Credito fotografo ©Simone Bossi

PREMIO T YOUNG CLAUDIO DE ALBERTIS

Il Premio T Young Claudio De Albertis, promosso dal Comitato Claudio De Albertis, intende invece valorizzare e sostenere le giovani eccellenze italiane nel campo dell’architettura, rivolgendosi agli architetti italiani fino ai 35 anni. L’ultima edizione, che ha riguardato gli interventi completati nel periodo 2018-2020, ha premiato Simona Della Rocca (cofondatrice di BDR bureau con Alberto Bottero), con il progetto della Scuola Enrico Fermi (Torino, 2019). Il progetto è stato selezionato dalla giuria “per la capacità di integrare positivamente le nuove istanze didattiche all’interno della ricerca architettonica. Il progetto si confronta in modo incisivo con la struttura esistente, declinando elegantemente una gamma tonale materica mutevole. L’architettura, attraverso il suo esito compositivo, suggerisce l’importanza dello spazio scolastico nelle dinamiche attuali, offre un’interpretazione utile a costruire nuovi riferimenti sullo spazio di formazione”. Premiata anche Margherita Manfra (Orizzontale) con una menzione d’onore con il progetto CIVICO CIVICO (Riesi, Caltanissetta, 2020), esempio di riqualificazione di un immobile confiscato a Cosa Nostra attraverso il workshop Laboratorio Umano di Rigenerazione Territoriale.

Paolo Portoghesi foto Giovanna Massorbio
Paolo Portoghesi foto Giovanna Massorbio

IL PREMIO ALLA CARRIERA

Conferito anche il Premio alla carriera, andato all’architetto, accademico e teorico dell’architettura italiano ed esponente della corrente del Postmodernismo Paolo Portoghesi, un riconoscimento approvato all’unanimità dalla giuria anche per il suo impegno nei confronti dell’ambiente. “Portoghesi ha contribuito alla affermazione in Italia del pensiero postmoderno applicato al progetto con grande acume critico, memorabile la sua curatela della Mostra Internazionale di Architettura del 1980 della Biennale di Venezia, per poi arrivare a concentrarsi in anni più recenti sulla geoarchitettura, un concetto di architettura rispettoso dell’uomo, della natura, della sostenibilità e in grado di confrontarsi con la cultura, la storia e il territorio”.

-Giulia Ronchi

https://triennale.org/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.