L’Europa in 10 padiglioni alla Biennale di Architettura di Venezia

Una guida per orientarsi nei giorni concitati della Biennale: ecco dieci padiglioni da non perdere.

Mentre l’Italia punta sul progetto corale Comunità Resilienti, mettendo al centro le esperienze marginali per superare la crisi ambientale e superare lo status quo, come rispondono al quesito How will we live together? alcuni fra i principali Paesi europei?

Valentina Silvestrini e Marta Atzeni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #59-60

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

1. SPAGNA – UNCERTAINTY

I tempi sono incerti? Eppure dall’incertezza c’è sempre da apprendere. A cinque anni dal Leone d’Oro vinto per Unfinished di Carnicero + Quintans, la Spagna presenta un progetto che interpreta questa peculiare condizione della contemporaneità come un “cabinet of curiosities”, composto da oggetti esotici che sfuggono alle convenzioni dell’architettura.

Curatori: Domingo Jacobo González Galván, Sofía Piñero Rivero, Andrzej Gwizdala, Fernando Herrera Pérez.
Sede: Giardini

2. FRANCIA – COMMUNITIES AT WORK

Cinque casi studio da tutto il mondo per raccontare (in primis agli architetti?) il ruolo centrale delle comunità, spesso in grado di attivarsi e di agire con perspicacia negli spazi anche senza gli schemi formali o teorici sviluppati da professionisti. Il risultato? Proprio le comunità sembrano essere le risorse più rilevanti per trasformare l’ambiente.

Curatore: Christophe Hutin
Sede: Giardini

3. REGNO UNITO – THE GARDEN OF PRIVATISED DELIGHTS

The Garden of Privatised Delights inspired by The Garden of Earthly Delights by Hieronymus Bosch. Credit Madeleine Kessler & Manijeh Verghese, Unscene Architecture

Alle potenzialità di uno spazio pubblico inclusivo, in contrasto con la rapida ascesa della sua privatizzazione, guarda The Garden of Privatised Delights. Per farlo, le fondatrici di Unscene Architecture trasformano il padiglione del Regno Unito, con la collaborazione di altri cinque studi britannici, in una serie di spazi immersivi, ciascuno dedicato a una specifica tipologia di spazio pubblico privatizzato.

Curatrici: Manijeh Verghese e Madeleine Kessler
Sede: Giardini

4. GERMANIA – 2030

Jennifer Jacquet, Becca Franks & Orca © 2038

Accompagnato dall’immancabile countdown online, l’anno 2030 è finalmente arrivato. L’umanità ha dominato le grandi crisi e si è messa alle spalle i disastri ecologici, sociali ed economici globali degli Anni Venti del XXI secolo. Com’è cambiato lo spazio? Tra escapismo e visionarietà, il padiglione tedesco ci conduce in un altrove temporale al quale siamo approdati anche grazie agli architetti.

Curatore: 2038
Sede: Giardini

5. SVIZZERA – ORÆ – EXPERIENCES ON THE BORDER

Dopo il successo del 2018, quando Svizzera 240: House Tour ottenne il Leone d’oro, la Fondazione Pro Helvetia si affida a un gruppo multidisciplinare per esplorare il tema dei confini nella loro dimensione politica, sociale e spaziale. Il padiglione espone gli esiti del progetto Oræ – Experiences on the Border con cui gli architetti Mounir Ayoub e Vanessa Lacaille, il cineasta Fabrice Aragno e lo scultore Pierre Szczepski hanno dato voce agli abitanti della frontiera, coinvolti in processi partecipativi per dare vita a conoscenze condivise e mettere in discussione i luoghi comuni sui confini, i limiti e la loro permeabilità.

Curatori: Fabrice Aragno, Mounir Ayoub, Vanessa Lacaille, Pierre Szczepski
Sede: Giardini

6. LITUANIA – PLANET OF PEOPLE

Alla seconda partecipazione nazionale, la Lituania mette in scena la ricerca dell’artista Julijonas Urbonas e della sua Lithuanian Space Agency. Fulcro di Planet of People, una macchina per una fuga dalla Terra che “catapulterà” i visitatori nello spazio, fondendoli in un pianeta alternativo. Una nuova possibile era spaziale che “restituisce potere alle persone, sottraendolo alla colonizzazione nazionale e commerciale dello spazio”, ha dichiarato il curatore Jan Boelen.

Curatore: Jan Boelen
Sede: Chiesa di Santa Maria dei Derelitti

7. ESTONIA – SQUARE! POSITIVELY SHRINKING

Ricordare che “lo spazio urbano di qualità ha un ruolo chiave” è il dichiarato obiettivo della partecipazione estone, che indaga il fenomeno del “city shrinkage” o restringimento delle città. Particolarmente impattante nell’Europa orientale post-socialista, genera vuoti urbani e aree dismesse sui quali puntare per rivitalizzare le città. Proprio come avviene con il piano estone Great Publich Spaces.

Curatori: Jiri Tintera, Kalle Vellevoog, Garri Raagmaa, Martin Pedanik, Paulina Pähn
Sede: Arsenale

8. RUSSIA – OPEN!

Dopo quasi un anno di attività online, la piattaforma digitale Open! prosegue la riflessione sul ruolo delle istituzioni a cavallo fra spazio reale e digitale, trasformando l’architettura stessa del padiglione russo. A firmare l’intervento, il giovane studio KASA Architects, selezionato dal curatore Ippolito Pestellini Laparelli fra oltre 100 candidature.

Curatore: Ippolito Pestellini Laparelli
Sede: Giardini

9. BELGIO – COMPOSITE PRESENCE

Su incarico del Flanders Architecture Institute, Dirk Somers (Bovenbouw Architectuur) abita il padiglione del Belgio con le riproduzioni in scala 1:15 di 50 progetti chiave degli ultimi vent’anni. Un paesaggio urbano immaginario, in cui convergono stili, funzioni e tipologie diverse, dimostrazione del rapporto unico che la città informale fiamminga ha sviluppato con la propria architettura.

Curatore: Bovenbouw Architectuur
Sede: Giardini

10. FINLANDIA – NEW STANDARDS

Nel padiglione-gioiello progettato da Alvar Aalto, Laura Berger, Philip Tidwell e Kristo Vesikansa ripercorrono storia ed eredità di Puutalo Oy, pionieristico consorzio del legno che fra il 1940 e il 1955 realizzò abitazioni prefabbricate per oltre 420mila sfollati. Un modello di produzione che ha contribuito a modernizzare l’industria finlandese delle costruzioni, espandendosi poi in tutti i continenti.

Curatore: Laura Berger, Philip Tidwell e Kristo Vesikansa
Sede: Giardini

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.