Addio all’architetto Cristiano Toraldo di Francia, co-fondatore di Superstudio

Tra i protagonisti indiscussi della stagione dell’architettura radicale, oltre che progettista, è stato autore, ricercatore e docente. Lo scorso anno aveva pubblicato il libro “Ri-vestire. Vestire il pianeta/vestire un corpo: dalla Supersuperficie al Librabito”, dedicato alle connessioni tra moda e progettazione architettonica.

Superstudio – da sinistra a destra gli architetti: Cristiano Toraldo di Francia, Alessandro Magris, Roberto Magris, Piero Frassinelli, Adolfo Natalini – courtesy Superstudio
Superstudio – da sinistra a destra gli architetti: Cristiano Toraldo di Francia, Alessandro Magris, Roberto Magris, Piero Frassinelli, Adolfo Natalini – courtesy Superstudio

La Superarchitettura è poiesis, pensiero in azione: scrittura, spazio, movimento, persino suono”: non si può non partire dalla dirompente forza e dall’attrazione ancora oggi esercitata da Superstudio per provare a delineare un ritratto sintetico dell’architetto Cristiano Toraldo di Francia, scomparso all’età di 77 anni. Originario di Firenze, città in cui era nato nel 1941 e dove si era formato vivendo in prima persona il clima effervescente e complesso a ridosso del Sessantotto, Toraldo di Francia è stato tra i protagonisti più acuti e visionari della stagione della cosiddetta architettura radicale, ricordata meno di due anni fa a Palazzo Strozzi dal progetto espositivo Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976Dalla mostra fondativa Superarchitettura – cui fa riferimento la citazione in apertura – che si svolse a Pistoia a un mese di distanza dall’alluvione di Firenze del 1966, fino allo sviluppo delle opere identificative della formazione – tra le altre, Monumento Continuo, del 1969, le Dodici città ideali del 1971, e gli Atti fondamentali del biennio successivo -, Superstudio ha rappresentato un’esperienza di pensiero e produzione multiforme, capace di acquisire un’influenza transgenazionale e di conquistare un rilievo internazionale.

Demanio Marittimo.KM 278, Marzocca di Senigallia, 2016
Demanio Marittimo.KM 278, Marzocca di Senigallia, 2016

OLTRE SUPERSTUDIO

Con lo scioglimento di Superstudio, all’inizio degli anni Ottanta, prese il via una nuova stagione. Cristiano Toraldo di Francia iniziò a lavorare prima a Firenze, insieme ad Andrea Noferi, quindi nelle Marche, a Filottrano, insieme a Lorena Luccioni, che divenne sua moglie nel 1999. La multidisciplinarietà è stata un segno distintivo della sua carriera, contrassegnata da incarichi su scala architettonica e urbana – dalla stazione ferroviaria di Statuto, a Firenze, fino alla nuova sistemazione della stazione ferroviaria di Ancona Centrale; dagli interni commerciali per aziende del settore moda fino alle sedi di alcuni istituti bancari – e nel campo del design, grazie alle collaborazioni con Anonima Castelli, Zanotta, Poltronova, Flos, Calzolari, Giovannetti, Breda, Palagio Pica. Parallelamente agli anni del collettivo radicale, Toraldo di Francia diede il via all’attività come docente, caratterizzata da conferenze e periodi di insegnamento in giro per l’Europa, in Giappone, Australia e Stati Uniti. Una dimensione internazionale che non gli impedì di essere, nel 1992, tra i fondatori della prima Facoltà di Architettura delle Marche, all’Università di Camerino, nella sede di Ascoli Piceno, dove è stato Professore associato di Progettazione Architettonica, Progettazione del Paesaggio e Disegno Industriale.

NELLE MARCHE, PER LE MARCHE

Membro del comitato scientifico dell’Inarch Marche e della commissione dell’Adi index per la delegazione regionale per le Marche, Abruzzo e Molise, dal 2011 Cristiano Toraldo di Francia è stato il direttore editoriale della rivista Mappe – osservatorio e strumento di aggregazione tra i progettisti, il mondo dell’impresa e la produzione culturale della regione Marche -, che da nove anni è tra i promotori del progetto Demanio Marittimo.Km-278. E proprio sul suo sito di mappelab.it è stato pubblicato uno dei ricordi più sentiti e commossi a lui dedicati in queste ore.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.