Premio Architettura Toscana 2019: tutti i progetti vincitori

Ancora un successo per il giovane studio di architettura Ecòl, già premianto nella categoria “Opera prima” nell’edizione d’esordio del riconoscimento. Tra i progetti vincitori il recupero degli Arsenali della Repubblica a Pisa e la nuova illuminazione della Basilica di Santa Croce a Firenze. Il Centro Pecci di NIO architecten è una delle opere selezionate.

Le giornate di lavoro della giuria per l’assegnazione dei premi di architettura della Toscana hanno permesso di riflettere sullo stato dell’architettura in questa Regione e scoprirne le luci e ombre che lo compongono. Il numero non notevolissimo di progetti presentati per ogni categoria riflette la difficoltà intrinseca del costruire in Toscana e, di riflesso, in tutta Italia ed evidenzia con chiarezza le difficoltà della trasformazione di idee e progetti in ambiti differenti, pubblici e privati, in realizzazioni concrete”. È una riflessione lucida e condivisibile quella con cui inizia il testo redatto dall’architetto Fabrizio Barozzi e pubblicato nel catalogo della seconda edizione del PAT – Premio Architettura Toscana. Cofondatore dello studio Barozzi/Veiga, balzato agli onori della cronaca per essersi aggiudicato il Mies van der Rohe Award 2015, il progettista trentino ha fatto parte della giuria del riconoscimento, insieme ai colleghi Francesca Torzo e Massimo Alvisi, al sociologo e docente Giandomenico Amendola e al critico, curatore e professore Luca Molinari. Dopo gli interessanti risultati del debutto, l’iniziativa promossa da Consiglio Regionale della Toscana, Ordine degli Architetti PPC Firenze, Federazione Architetti PPC Toscani, Ordine degli Architetti PPC Pisa, ANCE Toscana e Fondazione Architetti Firenze – con il patrocinio del Consiglio Nazionale Architetti PPC – prosegue nel proprio percorso, continuano a restituire lo stato dell’architettura regionale e gli orientamenti prevalenti negli studi delle province toscane. Molti i segnali meritevoli di analisi, a partire dal dato anagrafico: come ha sottolineato l’architetto Tommaso Barni, Presidente del comitato organizzatore del PAT, “tre vincitori su sei sono giovani studi”. Meno confortanti le “tendenze” emerse, tra cui “la quasi totale assenza di opere realizzate attraverso un concorso di progettazione”, che si accompagna alla “scarsità di opere pubbliche presentate rispetto al totale” e alla “totale assenza di architetture per la residenza pubblica e sociale, tema che ha fatto la storia dell’architettura in particolare nel Novecento”. Dei 109 i progetti candidati, tutti realizzati tra il 2013 e il 2019 – 5 le categorie in cui è articolato il premio – i giurati hanno scelto opere vincitrici e selezionate per ciascuna sezione, manifestando un’inclinazione verso “lavori fatti con grande economica di mezzi e di gesti”, indice anche di un diffuso ritorno verso la sobrietà. Al premio è associato una mostra, appena inaugurata presso la sede dell’Ordine e della Fondazione Architetti Firenze, destinata a fare tappa in tutte le province della Regione.

-Valentina Silvestrini

http://www.premio-architettura-toscana.it/

1. CATEGORIA OPERA PRIMA: CICLOSTILE ARCHITETTURA, PODERE NAVIGLIANO, SAN GIOVANNI D’ASSO (SIENA)

Ciclostile Architettura, Podere Navigliano ‏San Giovanni d’Asso (Si) – Foto Fabio Mantovani

Esempio di “recupero attento del manufatto esistente attraverso l’inserimento silenzioso di pochi, chiari elementi e un controllo sensibile dei materiali e delle tecniche tradizionali”, come indicato dalla giuria, l’intervento di Ciclostile Architettura ha previsto la ristrutturazione di un podere di seicento metri quadrati, su tre livelli. Senza compromettere la leggibilità dei caratteri essenziali della tipologia tradizionale, i progettisti hanno agito configurando un’abitazione unica, con una specifica attenzione nella scelta dei materiali.

2. CATEGORIA OPERA PRIMA: HIPNOS/NICOLA BREMBILLA, CASETTA NELL’OLIVETO, SERRAVALLE PISTOIESE (PISTOIA)

Hipnos/Nicola Brembilla, Casetta nell’oliveto, Serravalle Pistoiese (PT) – Foto Hipnos

Gli abusi edilizi si manifestano indistintamente, in ogni angolo d’Italia. Nella categoria Opera prima la giuria ha scelto di assegnare il riconoscimento ex aequo a Hipnos/Nicola Brembilla, per premiare la strategia adottata nel riuso di un manufatto edilizio sorto “in tempi incerti e in ancor più incerta regolarità”. Nelle parole della giuria, gli architetti sono stati in grado di “riscattare una piccola ferita nel paesaggio”, anche attraverso scelte come l’impiego di un rivestimento in assi di legno, così da “rendere la preesistenza camaleontica verso la tonalità della terra, dei tronchi degli ulivi e dei cipressi circostanti”.

3. CATEGORIA OPERA DI ALLESTIMENTO O INTERNI: MICROSCAPE, ILLUMINAZIONE BASILICA DI SANTA CROCE, FIRENZE

Microscape, Illuminazione della Basilica di Santa Croce, Piazza Santa Croce, Firenze – Foto Luca Petrucci

Presentata in occasione dell’ormai tradizionale festival invernale Firenze L- Light 2016, la rinnovata illuminazione della chiesa fiorentina è basata sull’uso della luce bianca, che può essere variamente modulata. Oltre a produrre una riduzione dei consumi energetici del 68%, per la giuria l’intervento dimostra un “uso attento e prezioso dell’illuminazione come strumento narrativo che consegna al cittadino una immagine inedita della facciata della chiesa e, insieme, rende vivo la piazza antistante in un dialogo inedito reso possibile da un uso innovativo delle tecnologie.”

4. CATEGORIA OPERA NUOVA COSTRUZIONE: EDOARDO MILESI & ARCHOS, FORESTERIA DEL PELLEGRINO DI SILOE, CINIGIANO (GROSSETO)

Edoardo Milesi & Archos, Foresteria del Pellegrino di Siloe – Monastero dell’Incarnazione, Cinigiano (Gr) – Foto Aurelio Candido – Michele Milesi

Gli ospiti della comunità di Siloe che desiderano alloggiare nel monastero possono contare sulle cinque unità abitative, ad uso foresteria, progettate da Edoardo Milesi & Archos. Tra le soluzioni adottate per questa nuova edificazione rientra l’uso del larice lasciato all’ossidazione naturale, in modo tale che la struttura possa modificarsi nel tempo, “alternandosi in colori e profumi”. I giurati, nella loro motivazione, hanno insistito sul “perfetto inserimento nel paesaggio” del complesso, che dimostra “un’attenzione alla topografia esistente sia in relazione al luogo che alla distanza ben calibrata tra i diversi corpi di fabbrica. L’appoggio a terra è studiato con attenzione e tutto l’intervento dimostra una coerenza costruttiva e una misura ammirevole.

5. CATEGORIA OPERA DI RESTAURO E RECUPERO: FABIO DAOLE/MARIO PASQUALETTI, ARSENALI DELLA REPUBBLICA, PISA

Fabio Daole, Mario Pasqualetti, Arsenali della Repubblica, Piazza di Terzanaia, Pisa – Foto Mario Ciampi

La rinascita degli Arsenali Repubblicani di Pisa, dalla precedente condizione di degrado, ha colpito i cinque giurati per “la complessiva qualità della ricostruzione, sia per il ripensamento sensibile dell’architettura originale ormai in rovina, che per l’integrazione di funzioni contemporanee ben integrate nel contesto esistente.” Questi spazi possono ora accogliere una pluralità di iniziative, tra cui mostre, spettacoli e attività culturali, divenendo così parte attiva in una delle principali destinazioni turistiche regionali.

6. CATEGORIA OPERA SU SPAZI PUBBLICI, PAESAGGIO E RIGENERAZIONE: ECÒL, SHELTER #1, PRATO

ECÒL, Shelter#1 – Vista dell’ingresso alla struttura, Prato – Foto Agnese Morganti

Unico studio premiato sia nell’edizione 2017, sia nell’edizione 2019, ECÒLche abbiamo recentemente intervistato – si è distinto grazie alla struttura itinerante e temporanea montata in un dismesso piazzale industriale nel Macrolotto 0 di Prato, nel 2018. Per la giuria “questa piccola “navata” tecnica diventa un contributo sociale per un contesto territoriale e sociale in profonda trasformazione offrendo uno spazio d’incontro informale inedito e necessario. L’assemblaggio e l’articolazione dei pochi materiali utilizzati è esemplare.” Destinata a essere rimontata, Shelter#1 fa parte di una serie di progetti pilota sulla sicurezza urbana sviluppati dal Comune di Prato e finanziati da Regione Toscana.

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.